Sottoterra

Luigi Prestinenza Puglisi 29 Marzo 2014 Cronache e commenti Nessun commento su Sottoterra

 

Da alcuni anni a questa parte sembra che una delle principali passioni degli architetti sia realizzare edifici sottoterra . Credo per due ragioni: per astuzia e per ecologia.– Per astuzia perchè oggi in Italia trionfa il partito degli ambientalisti. Sin da bambini ci viene inculcato il concetto che la natura e’ un bene prezioso e che non bisogna ferirla. E anche quello, complementare, che costruire equivale a cementificare e niente, dal ragazzo della via Gluck in poi, e’ più terribile dell’immagine del cemento.- Ogni bambino sa poi che e’ meglio uccidere la nonna – o magari metterla in una casa di riposo, che poi e’- più o meno lo stesso- piuttosto che abbattere un albero e, sono questi stessi bambini che, divenuti adulti, ardono dalla voglia di andare con un fuoristrada a fare il fine settimana in un casolare di campagna, magari nella zona del Chianti dove non e’ permesso costruire più uno spillo. Gli architetti hanno cosi’ imparato che se vogliono realizzare metri cubi senza sollevare le ire dei comitati di quartiere, dei ben pensanti e dei politici di ogni risma devono farlo di nascosto: dove non danno nell’occhio.

Si prenda dunque una collina, la si svuoti e si metta al suo interno un parcheggio o, come e’ avvenuto ad un recente concorso, si faccia dissolvere nel terreno il nuovo palazzo per il festival del cinema a Venezia: progetto che non a caso ha stravinto davanti a più antiquate costruzioni sopra terra ( anche perchè, oltretutto, a onor di cronaca, non era affatto malvagio). Ma ve la immaginate una nuova costruzione che coraggiosamente alteri quello splendido cadavere sapientemente mummificato che e’ Venezia? Il risultato e’ che- oggi si riscoprono architetti quali Gunnar Birkerts che questa strategia attuano da decenni, magari nei campus del nord-America dove il problema si e’ posto più o meno negli stessi termini: come non alterare le preesistenze, forse anche un po’ di cattivo gusto, alle quali prima o poi ci si affeziona. “Guarda che bravo sono stato” mi diceva un architetto milanese “sono riuscito a portare la luce a quindici metri sotto, mentre fuori emerge- solo un grande piano inclinato trattato come un gigantesco prato”. Verrebbe voglia di rispondergli: ma come? Ma l’architettura non era costruzione, creazione di un paesaggio artificiale?

Non voglio dire che anche andando sottoterra non si possano realizzare opere di valore. I progetti di Emilio Ambasz- o, recentemente, di Dante Benini dimostrano che la natura, con le sue ondulazioni territoriali, può essere uno- dei principali materiali da costruzione per un habitat che funziona. Ma certo, in questi casi, occorre qualcosa in più che il semplice nascondersi. Come hanno intuito gli architetti olandesi della nuova generazione quando hanno decretato che la parola di moda oggi nella progettazione e’ landscape, cioè la creazione grazie all’architettura di un nuovo paesaggio, in parte ctonio.- Come era prevedibile, non pochi italiani gli sono venuti dietro. Anche perchè in fondo paesaggio vuol dire ambiente e quindi ecologia. E cosi’ siamo alla arrivati alla seconda ragione. Che forse e’ quella più interessante.

About The Author

avatar

Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

Scrivi un commento