Rispetto a Minori e a Ravello

 

In che considerazione sono tenute l’arte e l’architettura contemporanee nella costiera amalfitana e, quindi, che speranza abbiamo di costruire l’auditorium a Ravello ? Di seguito un articolo che cerca di spiegarcelo a partire dalla strana storia di una scultura di Kazuto Kuetani che stava nel lungomare di Minori…

Non c’e’ più rispetto per l’arte contemporanea. E a Minori, deliziosa cittadina della costiera amalfitana, a farne le spese e’ stata una scultura di Kazuto Kuetani, donata alla città alcuni anni addietro. Ironia della sorte, il titolo della bella opera dell’artista giapponese e’ proprio: Rispetto.- “Ma rispetto di cosa?” si chiedevano non pochi- minoresi che poco riuscivano ad apprezzare l’astratta raffinatezza delle due longilinee masse plastiche che, fronteggiandosi,- lasciavano un vuoto centrale che le equilibrava e da cui, come attraverso una ideale finestra, si poteva vedere il mare. Altri, ancora meno portati alla contemplazione ed all’astrazione, vedevano nel monumento l’immagine stilizzata di un bel paio di corna e non potevano fare a meno di attribuirle al tal o talaltro compaesano. ” Ecco un capolavoro che parla della tua vita” dicevano scherzando agli amici. E la statua sembrava stare proprio là a ricordarlo, ad eterna memoria degli interessati. ” Un monumento più duraturo del bronzo” avrebbe detto- il poeta Orazio. Risultato?- Sia stata questa o no la ragione, si e’ deciso di spostarla dalla centrale e frequentata passeggiata del lungomare a uno spazio più periferico.

-Sin qui- si dirà- nulla di nuovo: non e’ solo a Minori che l’arte astratta , anche quella di sapore più classico, non e’ stata mai- granchè valorizzata. Ciò che però ci fa trasalire e’ che- ben presto si e’ deciso di collocare sul lungomare un’altra opera, questa volta figurativa e dedicata alla patrona, Santa Trofimena. Che dire? Con tutto il rispetto che nutriamo per la Santa, la quale ci e’ particolarmente cara per una serie di ragioni familiari che adesso sarebbe troppo lungo spiegare, l’opera che la rappresenta, se vogliamo essere generosi la possiamo definire come un compitino modesto un po’ fumettistico, un po’ neogotico. Proprio per questa ragione sembra però piacere e, a differenza dell’altra del povero Kazuto Kuetani, possiamo prevedere che a nessuno verrà in mente di smontarla e collocarla in qualche ubicazione più periferica e, soprattutto, come in questo caso sarebbe auspicabile, più nascosta.

A poche centinaia di metri, in linea d’aria, da Minori c’e’ Ravello, luogo senza dubbio più celebre e turisticamente rinomato e aperto all’arte contemporanea. O almeno cosi’ si penserebbe anche grazie ad alcuni eventi del Ravello Festival tra cui il più recente e’ stato la – a dire il vero non poco deludente- mostra Il gioco e’ fatto, curata dall’immarcescibile Achille Bonito Oliva ( della mostra segnaliamo il catalogo dove in mezzo ad alcune frasi in libertà si estrapolano alcuni interessanti concetti). Ma anche a Ravello l’arte dei nostri giorni stenta a farsi strada. Alludiamo al progetto per l’auditorio, disegnato dalla matita di Oscar Niemeyer e ancora in forse, anche se pare che qualche passo avanti nell’ultimo periodo sia stato fatto. Comunque vadano le cose abbiamo però la sensazione che prima che lo si realizzerà passeranno, se tutto va bene, almeno altri dieci anni. Sempre che qualcuno nel frattempo non voglia vedere nelle avvolgenti forme ideate dal celebre architetto brasiliano un’immagine legata al sesso. Nel qual caso – ipotizziamo in base al precedente delle corna- francamente non riusciamo a prevedere per l’auditorio di Ravello un roseo futuro.

Apparso su Exibart on paper (n.33/2006)

About The Author

avatar

Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

Scrivi un commento