Dove vivremo?

Luigi Prestinenza Puglisi 30 Marzo 2014 Cronache e commenti Nessun commento su Dove vivremo?

La notizia è ufficiale: a Milano il metro quadrato commerciale ha raggiunto la soglia dei 30.000 euro. Vuol dire che una casa di 50 mq. può arrivare a costare sino a 1.500.000 euro, circa tre miliardi delle vecchie lire, e che lo spazio che occupa un letto matrimoniale, quello comodo di 2x2m, varrà 120.000 euro, duecentoquaranta milioni di lire, più di una Mercedes, quasi quanto una Ferrari. Mentre un metro quadrato di parete, considerato che il rapporto con la superficie calpestabile è di circa 1:4 o 1.5, vale dai sei ai settemilacinquecento euro al mq., quanto un quadro di un pittore di media levatura che occupa la stessa superficie. C’è da stupirsi? Direi di no, in fondo si tratta di un processo di allineamento dei valori immobiliari con quello di altre capitali europee, quali Londra e Parigi, dove il costo del mattone, da sempre è stato sensibilmente superiore ai nostri. Eppure, dietro tanta apparente ricchezza si nasconde altrettanta incertezza e ci si prospettano numerosi interrogativi. Con quali soldi compreremo una casa ai nostri figli? Quante tasse ci appiopperanno con la scusa che, grazie al possesso dell’abitazione, siamo diventati miliardari (oramai cinquecento euro bastano a malapena per un appartamento che prima avremmo definito popolare)? Come faranno gli immigrati e gli emarginati ad accedere al mercato edilizio? Come vivremo in una società che tende al controllo dei nostri comportamenti ed è ossessionata dal problema della sicurezza?

Sono quesiti senza risposta e daiquali deriva un crescente senso di malessere, che non investe solo noi italiani maritroviamo in altre realtà locali affette da simili sindromi da sviluppo – nella vecchia Europa, nella realtà statunitense, nelle nazioni emergenti del mondo orientale- e che provocano il bisogno di ridefinire l’abitare. Ci stanno provando numerosi architetti disallineati rispetto all’establishment ufficiale e soprattutto gruppi di progettazione che si muovo tra arte e architettura, quali Stalker, Actar Arquitectura, Atelier Bow Wow, Chora. Quale è il problema? è che i loro lavori sono limitati a microambiti molto specifici e vanno a finire in mostra nelle gallerie d’arteo d’architettura – in questi giorni è, per esempio, in programmazione proprio su questi temi una mostra al Nai di Rotterdam – piuttosto che diventare effettivi strumenti in mano ai cittadini per migliorare l’habitat esistente. Intanto, dilaga, come ci mostra il caso francese, un sempre più diffuso malessere urbano. Tutto ci fa pensare che i prossimi cinque anni saranno pieni di sorprese.

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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