Architetti siciliani

Luigi Prestinenza Puglisi 29 Marzo 2014 Cronache e commenti Nessun commento su Architetti siciliani

Nella scorsa biennale di architettura a Venezia erano esposti i lavori di tre progettisti siciliani: Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, che vive e lavora a Vittoria,- Marco Navarra il cui studio e’ a Caltagirone e Claudio Lucchesi un brillante architetto con studio a Pace del Mela, leader di un gruppo transnazionale dal nome Ufo (Urban Future Organization) con sedi in Inghilterra, Svezia, Spagna, Grecia. Una bella sorpresa se si pensa che la biennale di Venezia e’ uno degli eventi internazionali di architettura più importanti e che di altri italiani ce ne erano ben pochi. Siciliani superstar? Si e no. Certamente i tre architetti che abbiamo citato non sono famosi quanto il genovese Renzo Piano o il romano Massimiliano Fuksas, per citarne due oramai celebri in tutto il mondo. Il segnale della biennale, però, non e’ stato l’unico. All’inizio dell’ anno, ne e’ arrivato un altro non meno significativo. Il critico olandese Hans Ibelings decide di inaugurare una nuova rivista dal nome A10, inserendo nella pubblicazione una guida all’architettura della Sicilia orientale, nella quale, accanto alle opere dei tre progettisti che abbiamo citato, figurano, tra gli altri, i lavori dei catanesi Antonio Iraci, Luigi Pellegrino, Franco Porto e Salvo Puleo, dello studio Scau con sede ad Acireale, dei siracusani Eleonora de Stefano, Vincenzo Latina e Emanuele Fidone. Un bel colpo: A10 e’ infatti la prima rivista di architettura in lingua inglese pensata da una redazione transnazionale e diffusa in tutta Europa: dalla Francia alla Lituania, dalla Grecia alla Slovenia. Perchè tanto interesse? Perchè gli edifici del prossimo futuro dovranno essere, come i lavori di questi progettisti, radicati nel proprio territorio e allo stesso tempo in grado di dialogare con le più avanzate ricerche internazionali. La Cannizzo,- che probabilmente di tutti i citati e’ la più brava, vive tra Vittoria, Roma e Milano ed e’ costantemente in contatto con quanto si produce all’estero, soprattutto nel campo della ricerca artistica;- Marco Navarra ha completando la propria formazione in Inghilterra e Lucchesi fa spesso tappa a Londra dove il gruppo di preferenza si incontra per impostare progetti che poi vengono completati a distanza, via internet.

A ben guardare, oggi ci sono almeno dieci architetti siciliani che hanno la possibilità di affermarsi, almeno a livello nazionale. Marco Navarra, per esempio, ha vinto la medaglia d’oro dell’architettura alla triennale di Milano con il suo parco lineare a Caltagirone. Vincenzo Latina autore di un interessante sistema di piazze e spazi pubblici a Ortigia, ricavati riqualificando cortili degradati di isolati fatiscenti, ha vinto almeno quattro premi nazionali. Un giovane, Ernesto Mistretta, laureatosi a Palermo ma operante tra Marsala e Parigi, dove collabora con l’architetto francese Jean Nouvel, sta ottenendo in questi ultimi mesi unanimi consensi. Tra le sue opere una asciutta casa a Marsala recentemente pubblicata dalla rivista Costruire in una rassegna dedicata ai nuovi talenti.
Un positivo fermento si registra anche nel ragusano dove opera lo studio Architrend di Gaetano Manganello e Carmelo Tumino. Sono autori di un elegante complesso di appartamenti, di negozi e di un albergo, villa Carlotta, dove il nuovo, con grandi vetrate e ampi spazi, e l’antico, con solidi muri e piccole finestre, convivono in una interessante- e piacevole sintesi. A Caltanissetta troviamo Ugo Rosa: ha realizzato un osservatorio astronomico eccellentemente inserito nel paesaggio ed è una delle penne più apprezzate della critica nazionale. E veniamo a Catania, città dove ha operato e continua a operare un architetto con il quale la storiografia architettonica deve ancora fare i conti: Giacomo Leone, autore – tra l’altro- del centro delle Ciminiere e della sede del quotidiano la Sicilia. I due giovani architetti più interessanti della città etnea sono Antonio Iraci e Luigi Pellegrino. Il primo sprizza energia con l’Hard Rock Cafe vicino alla pescheria, numerosi negozi, un recente asilo nido articolato in tre diversi volumi e il locale RA5 recentemente inaugurato ( il suo lavoro migliore e’ però a mio avviso la sua abitazione a Misterbianco). Il secondo, più composto e misurato,- ha realizzato, tra le altre cose, con Gianfranco Gianfriddo a Buccheri una villa di rara eleganza. Vi e’ poi l’oramai siciliano di adozione Nigel Allen- con il centro Zo, un luogo pulsante per la vita notturna catanese. E’ dal capoluogo etneo che partono, grazie all’InArch Sicilia e al suo infaticabile presidente Franco Porto, numerose iniziative riguardanti l’architettura, tra cui il recente concorso per le 5 piazze a Catania: stanno interessando sempre più l’intera area siciliana unendo due realtà culturali, quella che fa capo a Catania e quella che fa capo a Palermo, che sino a qualche tempo fa quasi non si parlavano. A Palermo inoltre da poco e’ attiva con giornaliere iniziative la galleria di architettura Expa, sede off della Triennale di Milano. Insomma: la Sicilia sta vivendo un momento di grandi fermenti e speranze, in cui si stanno formando anche giovanissime promesse. Tre nomi: Lucia Papa recentemente segnalatasi al concorso Europan, il gruppo Smarch formato da Serafino Sgarlata, Salvatore Ingrao, Maria Flaccavento- che si sono formati nello studio della Cannizzo e a Zurigo, e il promettente Roberto Forte, tornato in Sicilia dopo aver lavorato allo studio di Daniel Libeskind, il progettista di Ground Zero a New York.

Apparso sul quotidiano La Sicilia del- 30/12/05

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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