Il valore legale del titolo di studio

Credo che ci sia un solo modo per tentare di salvare questa moribonda, se non già morta, università: darle massima autonomia decisionale e abolire il valore legale del titolo di studio.

L’altra strada -provare a selezionare una classe di docenti sulla base del merito e attraverso pubblici concorsi- credo sia pia illusione. Per quanti accorgimenti si possano utilizzare per impedire mediocrità, nepotismo, portaborsismo e corruzione, possiamo essere quasi certi che-alla fine saranno prediletti i somari con il pedigree piuttosto che i bravi senza. Complicare non serve: ce lo dimostrano gli appalti pubblici che non sono più trasparenti per il semplice fatto che sono diventate più ferree le regole. Anzi, quando la corruzione è dilagante, più si creano norme di salvaguardia, più si rende difficile e farraginoso il gioco e più vincono i peggiori, che sono disposti a perdere tempo ed energia per bypassarle.

In molti Paesi civili per assumere un professore si mette un annuncio sui giornali, una commissione interna esamina i candidati e si sceglie in poco tempo.– Si dirà: ma cosi’ in Italia assumeranno anche i cavalli. Certamente, cosi’ avverrà; ma lo si impedisce forse con i concorsi pubblici? Le università se ne assumano la responsabilità e ne paghino le conseguenze, retrocedendo ancora nella classifica delle peggiori ma, questa volta, senza il paracadute del titolo legale.- Entrando nel mercato, qualcuno prima o poi il problema del perchè nessun ateneo italiano figuri tra i primi cento del mondo dovrà pure porselo. E da quel momento potranno emergerne un paio in cui l’obiettivo principale sia insegnare agli studenti piuttosto che dare un posto a professori che non sanno neanche come si mettono due mattoni in fila.

Ecco perchè bisogna incalzare Monti a prendere questa decisione: c’era quasi, ma poi altri interessi hanno prevalso.

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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