Concorsi prevedibili o trasparenti

Sulla pagina di Facebook ho ricevuto questo commento: “Luigi guarda che fare il critico non significa sempre sparare a zero su tutto e su tutti e insinuare sempre sospetti nella mente dei tuoi tanti lettori, quando non ci sono concorsi si dovrebbero fare concorsi , quando si fanno concorsi sono truccati, quando vince uno era meglio due e viceversa ……”

Il commento criticava le mie obiezioni-alle giurie prevedibili: quelle dove è molto facile, prima che sia emesso il verdetto, individuare il futuro vincitore. Si tratta di un problema particolarmente spinoso. Perchè la giuria prevedibile è, a tutti i sensi di legge, legale. Nulla, infatti, può impedire che in commissione si mettano giurati che hanno rapporti di amicizia, di vicinanza ideologica, di affari con il candidato in pectore. Nulla. A meno dell’etica, che invece dovrebbe suggerire giurie che siano l’esatto opposto e cioè imprevedibili. Difficile? Direi di no: basta per esempio chiamare progettisti o critici stranieri e persone estranee ai giochi locali. Oppure mettere in piedi due distinte giurie: una che seleziona i finalisti e un’altra che proclama i vincitori attingendo a questa rosa. Altre formule possono essere studiate. E potrebbe farlo anche l’agenzia di rating sui concorsi che newitalianblood, con un’idea tempestiva e brillante, ha recentemente lanciato. Unico neo: la nuova agenzia giudica i concorsi già banditi su criteri non completamente dichiarati, esplicitando solo i criteri di valutazione di larga massima e senza entrare maggiormente nei dettagli

About The Author

avatar

Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

Scrivi un commento