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Piazza Armerina

Luigi Prestinenza Puglisi 3 Marzo 2014 L'opinione di lpp Nessun commento su Piazza Armerina

A Piazza Armerina la preziosa villa romana che custodisce alcuni tra i mosaici più belli in Europa sta cadendo letteralmente a pezzi. L’allestimento museale, progettato a suo tempo dal geniale Franco Minissi con il beneplacito di Cesare Brandi, è chiaramente inadeguato: è stato realizzato male, mantenuto malissimo e pensato per cinque mila visitatori l’anno, mentre oggi le presenze superano le cinquecentomila. Molti vorrebbero smantellare quella che vedono come una voliera in perspex per cancellare simbolicamente quel periodo felice in cui le soprintendenze non si erano totalmente assoggettate alla ferrea disciplina del falso storico. Altri vorrebbero imbalsamare il restauro di Minissi riportandolo filologicamente al suo splendore originario. Qualcuno, infine, fa notare giustamente che se non ha senso mummificare le rovine, ancora meno lo ha mummificare l’allestimento che le dovrebbe proteggere. A complicare il tutto gioca la scelta di Vittorio Sgarbi come commissario per la Villa in un comune dove il Sindaco è di un partito, la maggioranza del consiglio comunale di un altro e i rapporti con la Regione non sembrano dei più felici (totoSgarbi: ce la farà il dirompente ma ultraconservatore personaggio, nemico giurato degli architetti e della burocrazia, a condurre in porto l’operazione o si dimetterà prima?). Cosa fare, allora? Occorre intanto arrestare il degrado del monumento con mirati interventi di manutenzione, per poi partire con un progetto più ambizioso che sappia riprendere le intuizioni ancora attuali del progetto Minissi, senza scimmiottarle. Allo stato, le due ipotesi che si profilano, quella Trissino e quella Canali, per quanto brillanti, appaiono insoddisfacenti. La prima per l’impatto ambientale della cupola geodetica ipotizzata che coprirebbe, come in una teca, le rovine, la seconda perchè, per ammissione dello stesso studio, è ancora da approfondire. Su un intervento cosi’ importante mi sembra che non sia lecito ipotizzare scorciatoie. Occorre un consulto internazionale sul monumento per redigere in breve tempo un bando di gara dettagliato – e non potrebbe essere diversamente perchè solo i concorsi con richieste specifiche e maturate dal committente producono progetti effettivamente realizzabili- e attivare un concorso per curriculum che selezioni per una seconda fase alcuni studi di architettura altamente qualificati e specializzati. Altre strade, quale l’incarico diretto – si veda l’orrore della sistemazione esterna della Scala di Milano affidata a Mario Botta – corrono il rischio di produrre mostri.

 

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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