Fuksas in mostra

Luigi Prestinenza Puglisi 29 Marzo 2014 Personaggi Nessun commento su Fuksas in mostra

 

La retrospettiva di Fuksas e’ un evento che, nel bene e nel male farà scuola. Intanto perchè più che una mostra nel senso tradizionale e’ una messa in mostra. Manca il curatore, il cui punto di vista critico esterno e’ ritenuto pletorico ed inutile. Manca un filo logico: i progetti non sono analizzati individualmente, non sono raggruppati per temi, non sono comunicati in forma razionale. Sono rappresentati da magnifici plastici scaraventati su due grandi tavoli, quasi a costituire un enorme buffet, e da incantevoli disegni appesi al soffitto dal quale ognuno può trarre i contenuti che più gli aggradano.

Mentre il lungo pannello con le immagini degli edifici, ordinati in ordine cronologico, che occupa tutta la parete lunga del Maxxi ricorda quello di forte effetto scenografico allestito per la biennale di Venezia del 2000 curata dallo stesso Fuksas. L’obiettivo più che convincere intellettualmente e’- stupire , affascinare e -perchè no?- intimidire. Come in molti hanno notato durante la vernice, avvenuta giorno 1 dicembre, e’ la prima mostra di architect’s body building, una perfetta dimostrazione di forza in cui l’architetto sembra dire:- “non mi avete capito? non mi avete voluto? ecco la straordinaria potenza di fuoco che sono in grado di produrvi”. Non a caso, durante la conferenza stampa, Fuksas ha ricordato il detto che nessuno e’ profeta in patria. Ma, come sempre succede con i discorsi che vogliono essere più persuasivi che razionali, c’e’ del vero ma anche della retorica.

Se e’ vero infatti che Fuksas ha dovuto cercare all’estero committenti disposti a credere nelle sue indubbie capacità formali, e se e’ vero che l’accademia livorosa, rancorosa e invidiosa gli ha sempre chiuso la porta in faccia, e’ sicuramente eccessivo continuare a considerarlo come un genio incompreso al quale finalmente gli si tributa in patria qualche omaggio. Suoi sono, a partire dalla Fiera di Milano, i progetti più importanti realizzati in Italia negli ultimi anni e suoi lo saranno per il prossimo futuro, come per esempio il centro Congressi di Roma del quale nei primi del 2007 sarà pronto l’esecutivo. E se, come faceva pensare la musica diffusa nella cena allestita in suo onore ripresa dalla colonna sonora del film Il Gladiatore, Fuksas e’ un combattente, oggi lo e’ certamente ma nell’arena del circo mediatico.

Gestita con maestria, la mostra comunica la sensazione di un bruciante dinamismo. Da qui l’efficace sottotitolo: unsessantesimodisecondo. Sottotitolo che riflette l’approccio dello studio la cui parola d’ordine, come ha dichiarato Doriana O. Mandrelli, e’: fare presto. Dove far presto, ovviamente, non e’ da intendersi in senso temporale ma in un atteggiamento che rifiuta quanto di noioso, di polveroso e di stantio c’e’ ancora nella cultura architettonica del nostro paese.

Presentati tutti insieme e resi disponibili ad un unico sintetico colpo d’occhio, i progetti di Fuksas rivelano la loro ricetta: consiste nel giocare sugli opposti. Forme squadrate che si alternano con le bloboidali, piani lisci che contrastano con altri a forte contenuto materico, frammenti di storia alternati con tracce di futuro, trasparenze e parti opache, geometria cartesiana e algebra booleana, brutalismo e hi-tech.- Da qui la possente carica energica che, piuttosto che placare le forze, le risveglia catapultandoci in una spazialità coinvolgente dove- artificialità e naturalità si confrontano in campo aperto. Serviva questa mostra? Direi di no. Non perchè Fuksas non meritasse un dovuto riconoscimento. In questo momento in Italia e’ sicuramente tra i migliori. Ma perchè, con le risorse impiegate, la Darc avrebbe potuto fare spazio a chi ancora non e’ famoso. Avrebbe speso di meno e evitato di produrre altri architetti che tra una decina di anni si sentiranno incompresi.

Apparso su Edilizia e Territorio n.48 – 11dic.2006

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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