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Comunicazione

Luigi Prestinenza Puglisi 29 marzo 2014 Questioni di teoria Nessun commento su Comunicazione

Ogni forma, per il semplice fatto di essere organizzata in un modo e non in un altro, produce informazione, cioè differenza. Ma, perchè l’informazione sia diffusa e diventi comunicazione, occorre che sia tradotta in un codice condiviso ed entri in una rete. Nell’era elettronica le reti si sono moltiplicate, ampliate e velocizzate. Alcune sono specialistiche altre generaliste. Più la rete e’ diffusa, più i contenuti in essa immessi devono fare riferimento a conoscenze facilmente assimilabili e condivisibili; mentre le reti specialistiche, a differenza delle autostrade generaliste, possono permettersi- un carattere più elitario con maggiore problematicità e approfondimenti.

Il dibattito sull’architettura interessa diversi sistemi di reti e, tra queste, sicuramente, quella specialistica che da sempre coinvolge gli addetti ai lavori; ma oggi grazie all’interessamento dei mass media anche reti più generaliste : si pensi al successo di alcuni edifici come il Guggenheim di Bilbao o lo spazio crescente dedicato agli edifici contemporanei nelle riviste a larga diffusione.
Le reti, qualunque sia la loro diffusione, hanno tra loro numerosi punti di contatto, di sovrapposizione e/o di tangenza; non sono cioè sistemi isolati : da qui anche una certa confusione di ruoli e di linguaggi, a partire dalle accuse che gli specialisti rivolgono ai generalisti di banalizzazione e, viceversa, dalle accuse che i secondi rivolgono ai primi di usare un gergo incomprensibile e fare riferimento a problematiche poco sentite dai più.
Nelle reti, di qualunque tipo esse siano, particolare importanza rivestono i nodi. Questi possono accelerare oppure rallentare l’informazione, elaborarla oppure restituirla cosi’ come l’hanno ricevuta. Nel mondo dell’architettura i nodi sono le redazioni delle riviste cartacee e on line, le case editrici specializzate, i siti- web, le università, i critici, gli storici ecc…
Per quanto specialistiche, le reti, nell’età dell’elettronica, richiedono velocità, attualità e interattività. I nodi che non riescono a rispondere a queste esigenze tendono a essere bypassati a favore di altri più efficaci e funzionali allo scambio informativo. Da qui la crisi, che non ha risparmiato l’ Italia, di alcune riviste di architettura , percepite come nodi lenti, e la nascita di nuove forme di comunicazione più agili e in grado di coinvolgere maggiormente i lettori.
Per quanto riguarda il contenuto delle reti che si occupano di architettura, occorre notare che da almeno cinquanta anni a questa parte la riflessione degli specialisti si e’ focalizzata sull’aspetto informativo: architettura come linguaggio, come mass medium ecc… Verso questa direzione confluiscono le riflessioni di Robert Venturi sulla duck e il decorated shed e la riscoperta del ruolo delle icone da parte del post modern. Anche la stessa tettonica, in quanto trasposizione in un sistema linguistico di fatti strutturali, vive di questa istanza informativa; per non parlare, infine, dello Star System che mostra una straordinaria capacità di assimilare i linguaggi diffusi in rete, proponendo una lettura delle proprie opere che, almeno nei suoi aspetti più superficiali, è di largo consumo. Oggi, d’altronde, non c’e’ studio di architettura che non abbia un addetto alle pubbliche relazioni ( cioè un divulgatore e un facilitatore per l’immissione in rete) e sono sempre di più gli architetti che mutuano da altri settori in questo campo più agguerriti -per esempio la moda- tecniche per tradurre l’informazione in linguaggi facilmente comunicabili.
Ovviamente, una eccessiva attenzione alla comunicazione porta con se il pericolo della semplificazione e della banalizzazione dei contenuti. Al pericolo alcuni architetti rispondono con strategie di double coding: una comunicazione più semplice e immediata per tutti e una più mediata e approfondita per gli specialisti. Altri, invece, preferiscono abbandonare la comunicazione generalista per focalizzarsi su temi accessibili solo agli addetti ai lavori, puntando sulla speranza che con il passare del tempo migliorerà il livello di ricezione della rete e che qualcun altro si prenderà il compito di tradurre e divulgare, un po’ come e’ successo per le avanguardie storiche, prima non comprese e adesso oggetto di scoperta anche da parte del vasto pubblico. Altri, infine, mutuano dalle reti più generaliste linguaggi e gerghi popolari, attraverso rivisitazioni che vanno dal cheapscape alla junk city,- riabilitandoli con l’introduzione nel circuito più elitario.
E’ appena il caso di notare, infine, che il livello di interesse delle diverse proposte non si misura tanto dalla loro capacità di introdursi all’interno del flusso comunicativo delle- diverse reti, quanto dalla capacità dei messaggi di operare trasformazioni in grado di orientarle e modificarle.

Voce redatta per il catalogo del Padiglione Italiano della X Biennale di Architettura (2006)

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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