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Antonio Presti e Fiumara Arte

Antonio Presti e Fiumara Arte

Autore: Luigi Prestinenza Puglisi
pubblicato il 29 Marzo 2014
nella categoria Personaggi

Antonio Presti ha recentemente festeggiato i venticinque anni di Fiumara Arte, con una serie di pubblici eventi e un catalogo dal titolo esistenza-resistenza in cui traccia un bilancio di un progetto culturale che ha avuto- vita non facile, perchè osteggiato da tutti i poteri forti. E in Sicilia quando si parla di poteri forti non si allude solo alla politica o alle istituzioni finanziarie. Nonostante le opposizioni e grazie alla sua caparbietà, Presti ha avuto il merito di mettere in piedi la più importante esperienza artistica, ma io aggiungerei urbanistica, realizzata negli ultimi anni in terra di Sicilia : un parco di sculture, un albergo d'arte ma soprattutto progetti, tra cui uno a Librino nella periferia di Catania, che, attraverso modalità contemporanee di concepire l'esperienza estetica , hanno imposto un modo inaspettato di guardare alle relazioni umane, al territorio e alla città. Quale e' il segreto di questo personaggio a metà tra il sacerdote della bellezza ( Presti oltretutto vuol dire prete)- e l'agitatore sociale e- politico? Mettere costantemente in scacco le istituzioni attraverso quella che Gregory Bateson chiamerebbe la strategia del doppio vincolo, cioè una tattica che costringe l'avversario in un angolo qualunque scelta questi faccia. Un esempio: costruire un'opera d'arte su un terreno demaniale ricorrendo alle tecniche dell'abusivismo edilizio. Il risultato e' che se l'autorità accetta l'abuso, va contro la legge anche perchè ne parlano tutti i giornali e non può- far finta, come succede per le altre costruzioni illegali, di non accorgersene. Se, invece, decide per l'abbattimento si trova nella insopportabile posizione di chi se la prende con un'opera d'arte, che e' un sicuro bene per la collettività, mentre invece può essere accusato di non fare nulla contro l'abusivismo speculativo, che invece realmente distrugge lo spazio pubblico. In queste attività , che- sono insieme politiche e culturali, sono coinvolti in primo luogo gli studenti e le scuole. Perchè con la loro ingenuità e pulizia morale, sono strumenti potentissimi per mettere in crisi un sistema che, invece, si fonda sul rispetto della forma e sull'ipocrisia. Non tutta l'attività di Presti e' riconducibile al sociale. Il suo albergo d'arte e', per esempio, un luogo affascinante in cui poter dormire all'interno di opere tridimensionali concepite da artisti quali Piero Dorazio, Fabrizio Plessi, Mario Ceroli, Maurizio Mochetti, Maria Lai,- Higitoshi- Nagasawa ma anche da poeti quali Dario Bellezza- che ha realizzato una stanza insieme allo stesso Presti e Adele Cambria. E' una esperienza di un work in progress- - non tutte le camere sono state ristrutturate e ogni anno si mette mano alle nuove - che consiglio a tutti ma soprattutto agli architetti i quali potranno rendersi conto di una verità che spesso loro sfugge: e cioè che l'arte e' sempre anni luce avanti all'architettura. Apparso su Exibart on paper n.44 -2007