prestinenza.it
 

Kant, immenso Kant

Luigi Prestinenza Puglisi 10 Gennaio 2014 Personaggi Nessun commento su Kant, immenso Kant

Ieri, come capita sempre più spesso ( vuol dire che sto invecchiando) mi sono alzato molto presto e ho preso tra le mani la Critica del Giudizio, un libro con il quale, letteralmente, combatto da quando avevo 19 anni e sul quale quest’anno in particolare sto lavorando.

Come qualche volta -non troppo spesso- capita nella vita, mi si è accesa una lampadina, forse stimolata dalla lettura recente dell’Estetica di Garroni.

Mi è sembrato finalmente di capire la differenza e la concomitanza di piacevole, buono e bello.

Come è noto, Kant esclude il piacevole dal bello ma non lo esclude dall’arte che lo può avere come un carattere accessorio. Ognuno ha infatti una percezione diversa dall’altro di piacevole perchè il piacevole è legato ai sensi che in ognuno producono risposte diverse.

Ed esclude anche il buono dal bello perchè il buono punta a uno scopo e ciò è diverso dall’ideale contemplativo del bello. Ma anche in questo caso non lo esclude dall’arte che può averlo come carattere accessorio e a volte costitutivo: un edificio, per esempio, deve anche essere ben fatto tecnicamente, quindi deve essere buono.

Il bello, che è il carattere essenziale dell’arte, è solo il giudizio che la rappresentazione, e cioè la forma, sia adeguata al rappresentato. Io direi: che la forma e il rappresentato si amino reciprocamente. Mi piace pensare che in questo senso il giudizio sia, come afferma Kant, riflettente: immaginazione e intelletto si riflettono l’uno sull’altro.

E’ quella magia che si ha quando si dice: si è cosi’ e non poteva essere altrimenti. Ma senza che ciò derivi da un ragionamento. Solo, ripeto, quando si ha la sensazione che immaginazione e intelletto vadano d’accordo e stimolino un reciproco gioco. Un formalismo, direi, puro: non è importante il cosa ma il come.

Tuttavia, per Kant il bello è essenziale ( e qui la lettura di Garroni è illuminante) anche dal punto di vista conoscitivo. Se non ci fosse questo riconoscimento del bello, probabilmente non ci potrebbe poi essere scienza perchè è su questi meccanismi che la mente opera ( la bellezza di un teorema, la bellezza di una teoria).

Forse faccio soprainterpretazione ma qui c’è tutta la immensità di Kant: aver intuito che la scienza si fonda sull’arte e cioè sul bello e quindi, in ultima istanza, su un gioco ( che- ma qui la dimostrazione si farebbe lunga- è un gioco di adeguatezza delle metafore alla rappresentazione).

Torniamo all’arte.
E una opera d’arte? Deve essere bella e cioè ben rappresentare. E poi e non fa male, può essere piacevole e buona.

Un caso concreto. Quante volte un edificio ben rappresenta ma non è buono? Quante volte un edificio ben rappresenta e non è piacevole? Eppure lo giudichiamo bello. Ma poi naturalmente speriamo sempre che nelle opere dei nostri sogni al bello si aggiunga il piacevole e il buono.

Kant, immenso Kant.

About The Author

avatar

Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

Leave A Response