Koolhaas e le masturbazioni della neoaccademia in Italia

Nell’architettura radicale convivevano due anime: una libertaria e una conservatrice e reazionaria.

Tanto è vero che alcuni radical sono confluiti, esauritosi il clima sperimentatore degli anni sessanta e settanta, nel peggiore postmodernism. E’ il caso per esempio di Natalini che forse più di tutti rappresenta questa parabola.

Andando più avanti negli anni, sempre una duplice natura, da un lato innovatrice e dall’altro accademica e reazionaria, segna il nascere di una ricerca che darà vita al decostruttivismo, al postdecostruttivismo, all’architettura digitale ecc…

Siamo alla fine anni ottanta e degli anni novanta. Il suo maggior esponente è Koolhaas discepolo di Ungers ( non è un caso che tra gli ispiratori di Koolhaas vi siano anche Superstudio e Natalini, con la loro doppiezza).

Koolhaas, pur con il suo straboccante manierismo e delirio citazionista, apre con altri nuovi e interessanti scenari alla ricerca architettonica.

Per diversi anni una certa linea critica, alla quale appartengo, ha voluto vedere principalmente l’aspetto innovatore dell’olandese. La sua straordinaria capacità di mettere in crisi configurazioni spaziali consolidate e di aprire a innumerevoli sperimentazioni.

Oggi, in pieno periodo di riflusso e di reazione, e anche in un periodo di sua crisi creativa, si profilano nuove letture di Koolhaas.
Che mettono appunto in luce la sua anima accademica, ungersiana, nataliniana.

E’ una lettura, anch’essa parziale e strumentale, ma certamente non priva di risvolti operativi.

Tirarlo fuori in versione neopostmodernista serve infatti alla costruzione di una nuova strana accademia fatta di disegnini e di masturbazioni intellettuali sul senso della teoria.

Una linea in fondo estranea allo stesso personaggio che è appunto più vitale e contraddittorio, ma che infesterà il dibattito architettonico italiano nei prossimi cinque, forse dieci anni.

 

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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