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Architettura in Italia

Architettura in Italia

Autore: Luigi Prestinenza Puglisi
pubblicato il 17 Giugno 2011
nella categoria L'opinione di lpp

La forza sia con lei Ecco un testo che poteva essere rilasciato da un ministero della Propaganda Accademica. E' la sensazione che si ha sfogliando il nuovo numero di Rassegna di Architettura e Urbanistica curato da Franco Purini dal titolo-Riti di passaggio dell'architettura contemporanea. Ne emerge un quadro per l'architettura nostrana anacronistico e, direi, deprimente. Si osservino le foto pubblicate: tristi e sconsolate. Qualche opera più brillante rispetto ad altre è mortificata da inquadrature da realismo socialista. E voci non accademiche battezzate con il nome "critica in rete", confondendo i contenuti con gli strumenti attraverso cui questi vengono veicolati.- Nelle prossime presS/Tletter cercheremo, se ci assiste la pazienza nel leggere pezzi che ci sembrano assai involuti, di entrare nel merito del volumetto, presentato dal Curatore come un'operazione di critica militante. Intanto ci limitiamo ad avanzare tre osservazioni. Il numero appare l'ennesima pubblicazione-teorema tesa ad autocelebrare i prodotti architettonici di coloro che scrivono o dei loro sodali. Dimenticando che gli elogi dovrebbero essere tributati dai propri avversari, comunque da voci critiche esterne e mai da se stessi o dai propri discepoli. Seconda osservazione: il numero mostra la solita confusione tra posizioni conservatrici, se non reazionarie, e aperture sperimentali: si ripropone Vittorio Gregotti come maestro ineguagliato e si parla di rete. Terza: il numero delinea una architettura italiana bloccata, pesante, tettonica, colma di citazioni, nostalgica della Tendenza, estranea a quanto di meglio invece è prodotto dalla gran parte dei nostri progettisti. Insomma: da canna del gas. Sembra affermare: siamo tutti catatonici e quindi è bene che lo siate anche voi. Mi dispiace ma l'architettura italiana oggi non è affatto catatonica. Tanto che ci verrebbe la voglia di concludere amichevolmente: caro professore Purini, sia progettualmente più felice, smetta di ideare angosciose torri di periferia e, nel prossimo futuro, che la forza sia con lei.