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Un nuovo complesso residenziale a Milano

Luigi Prestinenza Puglisi 10 Novembre 2008 Opere Nessun commento su Un nuovo complesso residenziale a Milano
Un nuovo complesso residenziale a Milano

Questo progetto, che si è classificato primo al concorso per residenze a Milano, bandito dalla Federabitazione – una associazione che rappresenta circa 600 cooperative edilizie che operano nel settore della residenza abitativa a basso costo – ha una impostazione olandese e uno spirito italiano. Conoscendo- i progettisti era lecito aspettarselo: i sei architetti del gruppo Demo (ve ne sono altri due che non hanno partecipato al concorso) si sono formati in Italia per poi bazzicare l’Olanda dove la maggior parte di loro ha conseguito master, fatto pratica professionale e/o svolto ricerche sfociate nella pubblicazioni di libri: tra questi “Undutchable” di Giampiero Saguigni (Meltemi editore, Roma 2006), una disamina dell’architettura olandese degli anni novanta.

E, in effetti, l’edificio da loro proposto per la periferia est di Milano per alcuni aspetti ricorda il complesso The Wale, realizzato da Frits van Dongen ad Amsterdam sulla penisola di Sporemburg. Stessa tipologia a corte, stessa scelta di punteggiare i prospetti con numerose finestre modulari che determinano un ritmico effetto gruviera,- stessi varchi per creare continuità tra lo spazio esterno e la corte interna- che paiono ottenuti- da una mano gigantesca che ha sollevato l’edificio deformandolo.

Di italiano vi è però una maggiore attenzione alla piacevolezza della forma e una decisa attenzione al contesto.

La piacevolezza della forma è perseguita- evitando, come avviene in the Wale, un unico e compatto blocco edilizio e puntando, invece, ad articolare il complesso in due: un edificio a corte alto un paio di piani- e quattro edifici più alti a torre che si innestano sopra questo basamento. L’attenzione al contesto deriva dal fatto che l’altezza dell’edificio a corte corrisponde a quella di alcuni capannoni industriali che si trovano di fronte al lotto, mentre l’altezza delle torri è uguale a quella di altre torri che si trovano anch’esse nelle vicinanze.

Per- contrastare la mancanza di effetto urbano tipica dell’ area periferica milanese, il gruppo Demo ha proposto di destinare la gran parte dell’edificio a corte ad attività pubbliche: uffici, attività commerciali e servizi di quartiere. In questo modo anche il cortile, che nella tradizionale edilizia milanese è chiusa ai non residenti,- si trasforma in uno spazio aperto a tutti, nel cui centro è ubicato un asilo nido.

Si accede alle torri direttamente dal piano di copertura dell’edificio a corte dove è stato previsto un pavimento in legno che gira per qualche metro sui prospetti, segnando cosi’ gli ingressi delle abitazioni. L’idea è di utilizzare un materiale amato anche dall’uomo della strada per le sue valenze ecologiche e nello stesso tempo trasformare una parte dell’edificio – la copertura – che in Italia è in genere poco utilizzata, rendendola un luogo piacevole , quasi un tetto giardino di memoria lecobusieriana,- dal quale è possibile affacciarsi su un paesaggio metropolitano che se pur caotico non e’ meno interessante di quello naturale.

Un altro punto di forza di questo progetto è nell’offerta di numerose tipologie abitative: appartamenti simplex in tre torri (la tipologia simplex è quella maggiormente diffusa in Italia), appartamenti duplex in una torre e alcuni appartamenti a patio nell’edificio a corte, che, come abbiamo visto, è utilizzato prevalentemente per funzioni non residenziali.

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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