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128 alloggi nel centro di Ancona

Luigi Prestinenza Puglisi 13 Ottobre 2008 Opere Nessun commento su 128 alloggi nel centro di Ancona
128 alloggi nel centro di Ancona

“Nel 2006 – mi racconta Cherubino Gambardella – mi telefona il responsabile dell’Istituto autonomo per l’edilizia economica e popolare di Ancona. Chiede di dargli alcune indicazioni su come eseguire un progetto che ormai pensavo morto e sepolto. Dice di fare in fretta perchè loro hanno già realizzato la struttura in cemento armato dell’edificio.”
Ecco una storia che forse vale la pena raccontare, perchè spiega alcuni aspetti della situazione edilizia in Italia. Comincia nel 1999, quando Gambardella partecipa ad Europan 5- con un progetto per 128 alloggi nel centro di Ancona. Vince ma per essere subito dopo deluso dalla notizia che il Comune ha deciso di vendere l’area a un privato per realizzarvi un centro commerciale. Fortuna vuole che anche il secondo classificato è un italiano e per di più di Ancona. E che l’ente pubblico ritenga disdicevole non premiare con un incarico professionale due architetti che appaiono bravi, sono giovani e per di più italiani (nel 1999 cominciavano infatti a montare le proteste dei progettisti e delle associazioni professionali- contro i sempre più numerosi incarichi affidati alle archistar straniere). Come premio di consolazione i due progettisti sono incaricati di disegnare in un’altra area altrettanti edifici residenziali a basso costo – ciascuno composto da 12 alloggi — che saranno realizzati dal locale Istituto autonomo per l’ edilizia economica e popolare.

I due consegnano i progetti nel 2000. Nel 2001 arriva la seconda cattiva notizia: la costruzione di entrambi è rimandata a data da destinarsi perchè nel terreno passano i fili dell’alta tensione e ciò comporta, in base a una legge regionale recentemente approvata, che debbano essere prima spostati i tralicci. Si arriva cosi’ al 2006, ed ecco la telefonata ” Abbiamo finito lo scheletro e dobbiamo realizzare i tamponamenti. Architetto ci dica cosa dobbiamo fare”.
Per fortuna, nonostante- il caos organizzativo e i tempi lunghi, l’Istituto autonomo per l’ edilizia economica e popolare di Ancona ci tiene alla buona qualità. E cosi’ nel 2008, dopo quasi dieci anni, l’opera che vede la luce si caratterizza per un discreto standard di esecuzione.-L’idea di progetto è molto semplice. Consiste nel realizzare un edificio a ballatoio un po’ atipico perchè con appartamenti simplex. In Italia, infatti, non è molto diffusa l’idea di abitare in case duplex o triplex.
E, inoltre, gli enti che realizzano case popolari, rifuggono da queste tipologie su più livelli perchè comportano costi e ingombri maggiori dovuti alle scale interne che devono, a causa delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche, rispondere a severi standard dimensionali relativamente agli spazi minimi di disimpegno, alla larghezza minima delle pedate e alla altezza massima delle alzate dei gradini. Realizzare un edificio a ballatoio con alloggi simplex è però problematico perchè la metà di ciascun alloggio si trova a dover affacciare su uno spazio di disimpegno. E ciò non è piacevole perchè, almeno secondo i costumi italiani, è motivo di imbarazzo che chi si trova nel soggiorno o in camera da letto possa essere visto- o intravisto da estranei che si muovono all’esterno dell’abitazione.
L’idea di Gambardella è stata quindi di staccare il ballatoio dagli appartamenti attraverso uno spazio vuoto e di collegare ciascuna abitazione al ballatoio stesso tramite leggeri ponti aerei.
In questo modo l’architetto ha potuto anche garantire una buona illuminazione dell’edificio, nonostante il dislivello del terreno. I- sei appartamenti posti al piano inferiore, se non ci fosse stato lo spazio vuoto che separa le abitazioni dal ballatoio, si sarebbero infatti trovati ad avere il fronte di ingresso senza luce naturale. E ciò, in considerazione del fatto che si tratta di alloggi simplex, e che quindi hanno due soli affacci, sarebbe stato un gravissimo handicap.-I tagli degli alloggi variano da 75 a 90 metri quadrati.-Per contenere il budget- si sono adoperati materiali semplici ed economici:- l’intero intervento è costato circa 800.000 euro quindi poco più di 65.000 euro ad unità abitativa.

A dinamicizzare e arricchire il disegno architettonico provvede la scala che collega i due ballatoi: ricorda le forme- dell’architettura italiana degli anni trenta, rivisitate in chiave portoghese. Tra le- poche concessioni a una a vivacità formale che caratterizza, invece, le altre opere di questo architetto di origine napoletana,- vi è l’ uso generoso di ringhiere e inferriate. Sono riprese dalla tradizione campana e mediterranea.-A movimentare il prospetto che affaccia sulla valle è la scelta di evitare di far corrispondere le rientranze e gli avanzamenti dei sei alloggi del primo e del secondo piano. Il colore blu- contraddistingue le cantine poste sotto gli appartamenti. Una nota di colore ogni volta diversa caratterizza gli interni di ciascuno dei dodici alloggi.

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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