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Luigi Prestinenza Puglisi 8 Settembre 2008 Opere Nessun commento su Sicilia
Sicilia

Da alcuni anni l’architettura siciliana sta attraversando un momento felice.- Vivono nell’isola, infatti, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo (operante a Vittoria in provincia di Ragusa), che è uno dei migliori architetti oggi attivi in Italia, Marco Navarra (operante a Caltagirone in provincia di Catania) che persegue in chiave contemporanea il recupero dei materiali e della cultura artigianale locale, Claudio Lucchesi ( operante a Pace del Mela nella provincia di Messina) partner del giovane studio transnazionale UFO con sedi in Inghilterra, Svezia, Corea, Spagna e in Sicilia.

Oltre a questi tre personaggi ve ne sono numerosi altri.

Renato Arrigo, Emanuele Fidone, Santo Giunta, Roberto Forte, Vincenzo Latina, Vincenzo Melluso, Luigi Pellegrino e Giancarlo Gianfriddo, sono impegnati nella realizzazione di un numero selezionato di opere di grande interesse.

Altri quali Architrend,- Antonio Iraci, Orazio La Monaca, Sebastiano Monaco, SCAU puntano ai grandi numeri senza, però, perdere il controllo della qualità.

Detto questo, non fatevi illusioni. Se andate in Sicilia alla ricerca di architettura contemporanea mettete in conto il rischio di rimanere delusi. Per tre ragioni. La prima è che le opere sono disperse in una area geografica molto ampia, difficile da visitare a causa di una rete ferroviaria disastrata e una rete viaria, salvo qualche tratto autostradale, obsoleta. La seconda è che molte tra le opere sono abitazioni private chiuse al pubblico. La terza è che numerosi progetti sono stati realizzati solo in parte e altri ancora sono stati oggetto di modifiche tali da comprometterne l’aspetto originario.

Per rendere il vostro viaggio piacevole tenete allora bene in mente questi tre consigli.

Primo: scordatevi, a meno di non avere almeno un mese a disposizione, di vedere tutta l’isola. Programmate piuttosto un paio di viaggi. Io consiglierei uno nella Sicilia Occidentale e l’altro nella Sicilia Orientale. La scelta, oltre che considerazioni geografiche, deriva da- ragioni culturali. Da sempre vi è stata una forte rivalità tra le due metà dell’isola. E questa rivalità continua ancora oggi con due diverse scuole di architettura: quella di Palermo e quella di Siracusa. La prima è sicuramente più tradizionalista – a Palermo ha insegnato, per esempio, Vittorio Gregotti- e sotto la direzione di Pasquale Culotta ha preso a proprio riferimento l’architettura portoghese di Alvaro Siza. La seconda, di più recente formazione, mostra una maggiore curiosità culturale anche se, come tutte le facoltà di architettura italiane, non è priva di derive accademiche.

La seconda avvertenza è di non andare nei mesi estivi quando si oltrepassano i 35 gradi e, a volte, i 40 gradi all’ombra: visitare le città, in queste condizioni, è una impresa da temerari.

La terza avvertenza è di munirsi di una guida. L’unica completa che io conosco è un volume di oltre mille pagine scritto da- Maurizio Oddo, dal titolo Architettura contemporanea in Sicilia e- pubblicata nel 2007 a Trapani da Corrao Editore. In questa guida, che da alcuni critici è stata accusata di essere scarsamente selettiva- e di essere illustrata da pessime fotografie, potrete trovarvi di tutto, anche molte opere che non meritano neanche uno sguardo. Forse potrete maledirla perchè portarsi in giro un libro cosi’ pesante non è piacevole. Ma, avendola, sarete sicuri di poter scegliere all’interno di un panorama pressochè completo.

Cosa visitare? Io vi proporrei due itinerari diversi. Il primo per chi ha poco tempo e non vuole rinunciare anche a- un tour di tipo tradizionale che punti anche al cibo, al mare e all’antico. In questo caso chi va a Palermo non deve perdere di vista un paio di opere realizzatevi da Italo Rota: sono la passeggiata a mare al Parco del Foro Italico (2005) e l’allestimento della Biblioteca e dell’archivio storico del Parlamento Siciliano nel complesso Monumentale di S. Elena e Costantino (2007).

Vi è inoltre un discreto nuovo palazzo di Giustizia realizzato da Sebastiano Monaco. Oltre a un imperdibile, anche se non certo recente (1954), museo firmato da Carlo Scarpa: Palazzo Abatellis che è oltretutto a due passi dall’unica galleria d’architettura contemporanea esistente in Sicilia: Expa ( se è aperta, andateci a prendere un aperitivo, il luogo è estremamente interessante). A un’ora di macchina da Palermo c’è Cefalù dove è possibile ammirare alcune opere- – tra queste il restauro del Municipio (1995) – di Pasquale Culotta. Infine, sempre chi va a Palermo non dovrebbe perdere- l’occasione di fare una visita a Gibellina, una città costruita ex novo dopo il terremoto del Belice del 1968. Vi hanno lavorato numerosi architetti- di un certo nome ( Ludovico Quaroni, Francesco Venezia, Franco Purini e Laura Thermes, Vittorio Gregotti, Giuseppe Samonà, Alessandro Mendini) a fianco con alcuni dei migliori artisti italiani ( Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra, Mimmo Palladino, Fausto Melotti, Mimmo Rotella, Andrea Cascella … ). I risultati sono molto discutibili, ma proprio perchè tali vale la pena vederli. E poi vi è la impedibile visita alla vecchia- Gibellina abbandonata dopo il terremoto e- trasformata, dall’artista Alberto Burri, in una gigantesca e suggestiva scultura, che ha la forma di uno dei suoi celebri Cretti.

Chi va nell’area di Catania è accolto da un nuovo aeroporto, inaugurato nel 2007, opera del francese Paul Andreu con il quale ha collaborato, in qualità di local architect, il siciliano Sebastiano Fulci.

Dovrebbe poi visitare il centro fieristico Le Ciminiere che si trova vicino la stazione ferroviaria e consiste nel recupero delle antiche fabbriche dello zolfo, opera di Giacomo Leone (1993). Accanto alle ciminiere vi è anche il Centro ZO, un bar che ospita eventi culturali, disegnato da Nigel Allen- (2001). Se si ha tempo, si potrà fare una visita al rinnovato complesso dei Benedettini, in cui ci sono interventi contemporanei di Giancarlo De Carlo (2004) e alla città universitaria, dove oltre a una ottima sistemazione degli spazi esterni, ci sono buone opere di architettura tra cui il notevole Istituto di Fisica, opera di Giacomo Leone (2001). A Belpasso, un paese alle pendici dell’Etna, c’è il gigantesco centro commerciale Etnapolis disegnato da Massimiliano Fuksas ( 2006). Nella vicina Siracusa – è a un’ora di macchina da Catania- ci si recherà per vedere le antiche vestigia greche. Ma si rimarrà probabilmente colpiti dell’inserimento all’interno dell’isola di Ortigia di alcune buone opere di architettura contemporanea. Tra queste spiccano quelle di Vincenzo Latina che ha recuperato la Corte dei Bottai (2006)- e, adesso, ha in cantiere un piccolo edificio museale proprio di fronte al Duomo.

Il secondo itinerario è dedicato ai veri appassionati di architettura contemporanea. A coloro che batteranno a tappeto una per una le città siciliane suggeriamo di fare riferimento, per ciascuna di esse, a uno o due progettisti. Via internet non e’ difficile trovare i relativi indirizzi di posta elettronica e scrivere loro per chiedere un appuntamento. I siciliani sono simpatici e molto ospitali e sono sicuro che molti di loro vi porteranno in giro per mostrarvi le loro realizzazioni. Purtroppo alcuni di loro non si trovano a proprio agio con la lingua inglese.- In ogni caso, nella guida di Oddo potete vedere quali sono le loro opere e cercarvele da soli.

Area di Messina: Claudio Lucchesi (UFO) ha realizzato nell’area alcune opere tra cui la recentemente completata Casa Nicola che vale la pena di essere vista.

Area di Catania: A Catania lavorano molto Antonio Iraci con abitazioni ed edifici commerciali e il gruppo SCAU. L’architetto catanese per eccellenza è Giacomo Leone. Un- riferimento prezioso è anche Franco Porto presidente della sezione siciliana dell’ Istituto Nazionale di Architettura (INARCH).

Area di Siracusa: fate riferimento a Vincenzo Latina per la corte dei Bottai e a- Emanuele Fidone che ha realizzato alcuni pregevoli interventi di restauro. Insegnano all’università di architettura di Siracusa dove- insegna anche Marco Navarra che ha al suo attivo numerose opere nei dintorni di Caltagirone dove opera. Tra queste il parco di San Michele di Ganzaria che ha avuto numerosi riconoscimenti. Tra i progettisti- della generazione precedente il più dotato è, a mio avviso, Giuseppe Pagnano che ha completato recentemente il recupero archeologico della Villa del Tellaro, una dimora romana con degli interessanti mosaici ( si trova a circa un’ora di auto andando a sud, vicino Pachino).

Area di Ragusa. Cercate Gaetano Manganello, uno dei partner di Architrend, un gruppo che ha al suo attivo decine di interventi di ottima qualità e, nella cittadina di Vittoria, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

 

Area di Trapani: vi potrete trovare Maurizio Oddo che è l’autore della guida che vi ho consigliato. A Castelvetrano opera Orazio La Monaca: ha realizzato alcuni alberghi di ottima fattura e con Santo Giunta gli uffici comunali ( completati nel 2007).

Area di Palermo: avrete l’imbarazzo della scelta; la persona che, a mio avviso, ne conosce meglio l’architettura è Iolanda Lima. Uno degli studi di architettura più attivi in città è quello di Sebastiano Monaco. A proposito, non dimenticatevi di andare a Tusa, a un paio di ore da Palermo, troverete il Parco di sculture di Antonio Presti che ha anche realizzato un albergo in cui ciascuna stanza è stata disegnata da un artista contemporaneo.

 

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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