Fitzcarraldo Pavilion

Luigi Prestinenza Puglisi 4 Marzo 2008 Opere Nessun commento su Fitzcarraldo Pavilion

Il Fitzcarraldo Pavilion, progettato da Marco Nava, titolare dello studio Nowa, si trova all’interno di un complesso agrituristico nella Valle dei Margi a Grammichele, una zona a prevalente destinazione agrumicola della provincia di Catania, nella zona orientale della Sicilia. Si tratta di un padiglione destinato alle colazioni e al servizio bar, affiancato a un preesistente edificio adibito a ristorante, in modo da costituire una corte aperta che guarda verso l’agrumeto. Il nome Fitzcarraldo , che richiama il protagonista di un film del regista tedesco Werner Herzog, suggerisce l’immagine di una nave, inserita con una mossa decontestualizzante all’interno di un contesto agricolo. Fitzcarraldo, infatti, era un sognatore che per raggiungere la propria meta smontò un’imbarcazione per ricostruirla oltre una collina.

A dare l’idea di un oggetto flottante è la forma dell’edificio che è quella di una scatola vetrata appoggiata più che radicata nel terreno. E, infatti, il padiglione galleggia su una lastra di pochi centimetri staccata dal piano di campagna, posto in leggera pendenza.-Pur essendo una glass house che trae la sua ispirazione dalla casa Farnsworth di Mies van der Rohe, il Fitzcarraldo Pavilion non ne condivide l’approccio minimalista. A partire dalla scelta dei sostegni: pilastri a pianta quadrata in cemento armato su un lato e colonne rivestite in terracotta sull’altro.- Queste ultime non sono allineate con i primi (e difatti le colonne sono otto e i pilastri sono cinque) e presentano oltretutto diversi diametri. L’irregolarità strutturale serve a mettere in discussione il principio trilitico e a suggerire che la soletta soprastante è autoportante, cioè non sorretta da travi. A focalizzare ulteriormente l’attenzione su questa provvede- l’irregolarità dell’intradosso lasciato a faccia vista. Per ottenerlo, il cemento è stato gettato con un inusuale procedimento. Sopra i tradizionali impalcati di legno e ad alcuni centimetri di distanza sono state poste, per fungere da cassaforma, lamiere tipografiche riciclate delle dimensioni di 100×140 cm. accostate tra loro. Appoggiate solo in alcuni punti, le lamiere, non appena gettato il calcestruzzo, si sono deformate. Disarmato il getto, il risultato è stato un piano irregolarmente ondulato dal deciso effetto materico, antitetico al “perfettamente liscio” che oggi si cerca di ottenere nella realizzazione dei calcestruzzi a faccia vista.

” Quello che mi interessa – afferma Navarra- è il non finito più che il finito. E le diverse potenzialità del riuso non convenzionale dei materiali”. In questa direzione Marco Navarra, che insegna all’università di Siracusa, ha da tempo indirizzato le proprie ricerche, affascinato soprattutto dalla creatività dei paesi mediterranei che si manifesta nei processi di riparazione e di riuso. I paesi più poveri, infatti, diversamente da quelli del ricco nord Europa, riciclano, mescolandole e ibridandole, tecnologie evolute e rudimentali, high tech e low tech, dando nuova vita agli oggetti e migliorandone, spesso all’interno di un orizzonte concettuale del tutto originale, durata, funzioni e prestazioni. In questa luce nel Fitzcarraldo Pavilion è da interpretarsi la lastra del pavimento che è un calcestruzzo levigato in cui e’ gettato del pietrisco lavico e sono stati aggiunti additivi di ossido colorato. Oppure il pavimento esterno ottenuto con strisce recuperate dagli scarti della lavorazione dei marmi. E, poi, i rivestimenti in cotto delle colonne, realizzati -alcuni lisci e altri zigrinati- al tornio:- un disegno moderno che deriva da una tradizione di lavorazione dei vasi sviluppata in questa area gravitante culturalmente intorno a Caltagirone, uno dei centri italiani della ceramica. A caratterizzare il padiglione, infine, e’ il tetto piegato verso il basso in uno dei quattro angoli. Se fosse stato dritto, aggettando sul- percorso, avrebbe ostacolato il passaggio dei mezzi agricoli. Ma, cosi’ trattato, diventa il pretesto per sottolineare lo stacco tra copertura e le sottostanti pareti vetrate.- A sottolineare l’effetto di un foglio di carta appoggiato che si piega, -è la scelta di rivestirne l’estradosso con mattonelle ceramiche dai colori brillanti che interagiscono con la luce chiara di questo tratto di terra siciliana. In questo modo – come hanno mostrato Enric Miralles e Benedetta Tagliabue nel mercato di Santa Caterina a Barcellona alla quale Navarra si e’ ispirato- la copertura, per chi la osservi dall’alto, si trasforma anche in una piacevole sorpresa.-La struttura di legno in cui è incapsulato il bar ( anche in questo elemento vi è un velato riferimento al blocco dei servizi della casa Farnsworth) esce all’esterno lungo il prospetto corto, complessificando il gioco delle grane e dei materiali.

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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