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Centro culturale Casa Artusi

Centro culturale Casa Artusi

Autore: Luigi Prestinenza Puglisi
pubblicato il 11 Gennaio 2008
nella categoria Opere

Il museo è-dedicato a Pellegrino Artusi (1820-1911), esperto di cucina e celebre autore del libro La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene. A disegnare il restauro dell'antica struttura nel quale è ospitato il museo è stato n!studio i cui partner sono Susanna Ferrini e Antonello Stella. L'esposizione sulla vita e l'opera dell'Artusi è ubicata al piano terreno, accanto a un ristorante che occupa anche parte del primo piano e il piano interrato con la cantina. Al primo piano è ubicata anche la biblioteca comunale nel cui interno c'e' un consistente fondo artusiano, mentre al secondo piano è ospitata la scuola di cucina. Riprendendo una tecnica progettuale sperimentata in lavori precedenti, i due soci di n! studio hanno realizzato un disegno, tridimensionalmente coinvolgente, in cui l'allestimento delle vetrine e dei pannelli espositori interagisce con quello dei pavimenti e delle pareti del complesso. In questo modo tutto l'ambiente partecipa dell'evento espositivo e ogni scelta fatta in sede architettonica appare giustificata dal punto di vista comunicativo. Per esempio nel pavimento in pietra grigia della corte aperta, che è il primo spazio che il visitatore incontra quando entra nell'edificio, sono incassate alcune strisce in cristallo affiancate a altre sempre in pietra grigia, ma con un disegno diverso da quello della restante pavimentazione, alternate a inserti in metallo. Seguendole, conducono a punti notevoli dell'allestimento della mostra su Artusi. Oppure, nella biblioteca, i pannelli di metallo che sostengono tavoli e- librerie diventano parte del pavimento- il quale a, sua volta, è interrotto da strisce di cristallo poste in corrispondenza delle uscite. Esteti raffinati, gli architetti di n! studio, hanno infatti una sensibilità particolare per l'accoppiamento di grane, colori e per i giochi di trasparenza. Particolarmente riuscito è un controsoffitto in vetro, disegnato sempre per la biblioteca, e giustificato dall'imposizione della Soprintendenza a non coprire la vista del soffitto soprastante sostenuto da travi in legno. Importante è, infine, l'utilizzo, a fine decorativo, della grafica.