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Architettura contemporanea in Italia: la generazione di mezzo

Architettura contemporanea in Italia: la generazione di mezzo

Autore: Luigi Prestinenza Puglisi
pubblicato il 6 Novembre 2006
nella categoria L'opinione di lpp

Chi sono gli architetti italiani della generazione di mezzo, cioè quelli che, se ancora non sono delle star, presto lo diventeranno? Ne abbiamo selezionati cinque: Stefano Boeri, Mario Cucinella, il gruppo ABDR, Italo Rota e Giuseppina Grasso Cannizzo. La scelta non e' stata facile anche perchè in Italia ci sono personaggi che , rispetto a loro, hanno maggiore notorietà. Cino Zucchi, che recentemente ha completato alcuni edifici a Venezia nell'isola della Giudecca e' , per esempio, molto apprezzato e non solo in Italia perchè- con le sue architetture e' riuscito , conservando un linguaggio cautamente contemporaneo, ad essere brillantemente contestuale. Michele De Lucchi, che e' un designer notissimo (la sua lampada Tolomeo credo che, dopo la Tizio di Sapper, sia l'oggetto di design più venduto al mondo), sta vivendo un momento di intensa attività professionale ed e' richiesto soprattutto da grandi clienti che desiderano cambiare, in senso più contemporaneo, la propria immagine istituzionale: come per esempio le Poste Italiane o Banca Intesa. Marco Casamonti, direttore della rivista Area, infaticabile organizzatore di mostre e di eventi culturali tesi al rilancio dell'architettura italiana ( soprattutto la sua) nonchè accorto equilibrista sempre in bilico tra vecchio e nuovo, sta moltiplicando per l'Italia e per l'Europa le filiali del suo studio e realizzando un crescente numero di progetti.- E, anche se meno noti, vi sono non pochi altri architetti che avrebbero meritato un maggiore approfondimento: tra questi Aldo Aymonino, Garofalo & Miura, Aldo Cibic, Ricci & Spaini, Carmen Andriani, Cherubino Gambardella. Oltre ad essere autori di opere interessanti (il progetto per la nuova stazione di Firenze di Ricci & Spaini per esempio era a , mio giudizio, di gran lunga il migliore anche se e' stata, immeritatamente, premiata la proposta di Norman Foster) la gran parte di loro sono impegnati come docenti nelle facoltà Venezia, a Pescara, a Genova, a Napoli dove rappresentano - chi più, chi meno- un'alternativa- all'insegnamento tradizionale e dove hanno contribuito a formare alcuni degli architetti più giovani che incontreremo nella prossima sezione dedicata alle nuove energie. Perchè allora, per questa sezione, abbiamo scelto solo Boeri, Cucinella, ABDR,Rota, Grasso Cannizzo? Perchè , a nostro giudizio, rappresentano cinque direzioni innovative verso le quali l'architettura italiana si dovrà- muovere con maggiore energia nel prossimo futuro: privilegiando le relazioni e la dimensione eteronoma ( Boeri); ricercando un diverso rapporto tra tecnologia e natura ( Cucinella); prestando attenzione all'ingegnerizzazione dei processi costruttivi (ABDR); mettendo in risalto la creatività e la fantasia oltre ogni inibizione funzionalista ( Rota); proponendo un rapporto non mimetico e non nostalgico con il contesto ( Grasso Cannizzo).