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Architettura contemporanea in Italia: controtendenza e rinnovamento

Architettura contemporanea in Italia: controtendenza e rinnovamento

Autore: Luigi Prestinenza Puglisi
pubblicato il 4 Novembre 2006
nella categoria L'opinione di lpp

Sono stati Renzo Piano e Massimiliano Fuksas a mettere in discussione un costume che prevedeva che, per affermarsi come architetti, in Italia occorreva fare anche altri mestieri. Da Marcello Piacentini, e cioè dagli anni della confusione e del potere- fascista, in poi molti tra i protagonisti della cultura architettonica in Italia oltre a praticare la libera professione, sono stati degli importanti cattedratici, hanno diretto delle riviste, hanno avuto un ruolo come critici- di architettura,- hanno apertamente appoggiato questo o quell'altro partito politico. Ne e' nata una strana commistione di ruoli che, se non sempre ha portato a veri e propri episodi di corruzione, certo non ha favorito la chiarezza del sistema: troppe volte si e' avuta e si ha - perchè il costume ancora persiste - la sensazione che molti concorsi di progettazione siano manovrati in cambio di favori,- per esempio di cattedre universitarie, che i giudizi critici siano falsati da interessi professionali o accademici e che la stessa gestione di alcune riviste di architettura piuttosto che seguire rigorosi indirizzi culturali segua il vento di questo o quell'altro incarico ( tempo addietro quando un famoso architetto dirigeva una famosa rivista tra gli addetti ai lavori si scommetteva, dagli argomenti trattati in ogni numero, di quali sarebbero stati i prossimi lavori del suo studio). Fattisi apprezzare prima all'estero e, poi, solo in un secondo tempo in Italia, Renzo Piano e Massimiliano Fuksas hanno mostrato a molti giovani progettisti italiani che la strada del rinnovamento non passava necessariamente attraverso l'università, i magazine o le segreterie dei partiti politici. E hanno mostrato che se l'architettura italiana voleva rinnovarsi, ritrovando un respiro internazionale che aveva perduto dopo gli anni Ottanta, doveva internazionalizzarsi, diventando cosi' i migliori testimonial di un atteggiamento transnazionale fatto presto proprio dalla cosiddetta generazione Erasmus. Nei loro studi, inoltre, si sono formati non pochi dei migliori architetti delle generazioni successive. Basti ricordare che Mario Cucinella ha lavorato da Renzo Piano e che Metrogramma ha un background legato allo studio Fuksas.- Anch'egli esterno al sistema universitario e della carta stampata e' Antonio Citterio un progettista che proviene dal mondo del design. Testimonia che il vitale rapporto che sin dagli anni cinquanta ha legato architettura e design - producendo protagonisti del calibro di Gio Ponti, Vico Magistretti, Marco Zanuso, Angelo Mangiarotti - non e' mai venuto meno e che, anche in futuro, potrà produrre importanti risultati. Oltre a questi tre studi di architettura oramai celebri anche fuori dai confini italiani, ve ne sono altri che presto lo diventeranno. Tra questi merita particolare attenzione lo studio di Dante O. Benini & partners attivo sin dagli anni settanta ma- che, a partire dagli anni novanta, ha avuto una interessante quanto impetuosa fase di espansione. Tra le opere recentemente realizzate gli edifici della Torno a Milano, una fabbrica e un grattacielo a Instambul e progetti- in corso di realizzazione in Italia e nel resto del mondo. Benini si caratterizza per un uso attento delle nuove tecnologie, una costante attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e una notevole creatività spaziale che si esterna anche ricorrendo all'uso di lamiere microforate utilizzate, come accade nell'edificio della Torno, come grandi vele. [caption id="attachment_759" align="alignnone" width="300"] DANTE O. BENINI & PARTNERS ARCHITECTS:
Torno Internazionale - New Headquarters in Milan[/caption]