Architettura contemporanea in Italia: controtendenza e rinnovamento

Sono stati Renzo Piano e Massimiliano Fuksas a mettere in discussione un costume che prevedeva che, per affermarsi come architetti, in Italia occorreva fare anche altri mestieri. Da Marcello Piacentini, e cioè dagli anni della confusione e del potere- fascista, in poi molti tra i protagonisti della cultura architettonica in Italia oltre a praticare la libera professione, sono stati degli importanti cattedratici, hanno diretto delle riviste, hanno avuto un ruolo come critici- di architettura,- hanno apertamente appoggiato questo o quell’altro partito politico. Ne e’ nata una strana commistione di ruoli che, se non sempre ha portato a veri e propri episodi di corruzione, certo non ha favorito la chiarezza del sistema: troppe volte si e’ avuta e si ha – perchè il costume ancora persiste – la sensazione che molti concorsi di progettazione siano manovrati in cambio di favori,- per esempio di cattedre universitarie, che i giudizi critici siano falsati da interessi professionali o accademici e che la stessa gestione di alcune riviste di architettura piuttosto che seguire rigorosi indirizzi culturali segua il vento di questo o quell’altro incarico ( tempo addietro quando un famoso architetto dirigeva una famosa rivista tra gli addetti ai lavori si scommetteva, dagli argomenti trattati in ogni numero, di quali sarebbero stati i prossimi lavori del suo studio).

Fattisi apprezzare prima all’estero e, poi, solo in un secondo tempo in Italia, Renzo Piano e Massimiliano Fuksas hanno mostrato a molti giovani progettisti italiani che la strada del rinnovamento non passava necessariamente attraverso l’università, i magazine o le segreterie dei partiti politici. E hanno mostrato che se l’architettura italiana voleva rinnovarsi, ritrovando un respiro internazionale che aveva perduto dopo gli anni Ottanta, doveva internazionalizzarsi, diventando cosi’ i migliori testimonial di un atteggiamento transnazionale fatto presto proprio dalla cosiddetta generazione Erasmus. Nei loro studi, inoltre, si sono formati non pochi dei migliori architetti delle generazioni successive. Basti ricordare che Mario Cucinella ha lavorato da Renzo Piano e che Metrogramma ha un background legato allo studio Fuksas.- Anch’egli esterno al sistema universitario e della carta stampata e’ Antonio Citterio un progettista che proviene dal mondo del design. Testimonia che il vitale rapporto che sin dagli anni cinquanta ha legato architettura e design – producendo protagonisti del calibro di Gio Ponti, Vico Magistretti, Marco Zanuso, Angelo Mangiarotti – non e’ mai venuto meno e che, anche in futuro, potrà produrre importanti risultati.

Oltre a questi tre studi di architettura oramai celebri anche fuori dai confini italiani, ve ne sono altri che presto lo diventeranno. Tra questi merita particolare attenzione lo studio di Dante O. Benini & partners attivo sin dagli anni settanta ma- che, a partire dagli anni novanta, ha avuto una interessante quanto impetuosa fase di espansione. Tra le opere recentemente realizzate gli edifici della Torno a Milano, una fabbrica e un grattacielo a Instambul e progetti- in corso di realizzazione in Italia e nel resto del mondo. Benini si caratterizza per un uso attento delle nuove tecnologie, una costante attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e una notevole creatività spaziale che si esterna anche ricorrendo all’uso di lamiere microforate utilizzate, come accade nell’edificio della Torno, come grandi vele.

DANTE O. BENINI & PARTNERS ARCHITECTS:
Torno Internazionale – New Headquarters in Milan

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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