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Meier e l’Ara Pacis

Luigi Prestinenza Puglisi 25 Aprile 2006 Opere Nessun commento su Meier e l’Ara Pacis
Meier e l’Ara Pacis

Il museo dell’Ara Pacis è la seconda opera realizzata da Richard Meier a Roma. Ma mentre la prima, cioè la chiesa nel quartiere Tor Tre Teste, ha riscosso un buon successo anche perchè localizzata in un quartiere periferico, il museo dell’Ara Pacis, ubicato nella centralissima piazza Augusto Imperatore, ha spaccato in due l’opinione pubblica tanto che il giorno della sua inaugurazione, il 21 aprile, si sono radunati attorno all’edificio capannelli di persone che protestavano a gran voce contro l’opera accusata di essere un oltraggio all’architettura tradizionale romana e di essere costata troppo: oltre 40 milioni di euro.- A rendere ancora più accorate le proteste contribuisce anche il fatto che l’edificio non è ancora completato e se è stato inaugurato aprendone al pubblico una parte, lo è stato solo perchè il prossimo mese a Roma si svolgeranno le elezioni comunali che dovranno confermare per altri quattro anni il sindaco uscente Walter Veltroni che dell’iniziativa è stato il principale sponsor.

A farsi portavoce delle proteste contro il museo dell’Ara Pacis è il candidato dell’opposizione: ha promesso che se verrà eletto sindaco, smonterà il museo e lo porterà in periferia, mostrando in tal modo poco rispetto sia per la periferia ridotta a ospitare ciò che non si vorrebbe tenere nel centro storico sia scarsa conoscenza dell’architettura perchè smontare l’edificio non sarebbe affatto cosa semplice visto che, trovandosi in prossimità del fiume Tevere, ha richiesto fondazioni molto profonde.

Al di là di queste polemiche che appaiono in larga misura strumentali a un disegno politico, occorre dire che l’edificio di Meier, per quanto interessante, non è un capolavoro. L’impresa che si è presentata all’architetto americano era, però, ai limiti dell’impossibile a causa del lotto troppo piccolo destinato all’opera, ubicato tra una strada trafficata – il Lungotevere – e una piazza sui generis – piazza Augusto Imperatore- occupata al centro da un importante rudere romano, la Mole di Augusto,- circondato per di più da un fossato scavato per recuperare l’originario piano di calpestio. L’edificio appare quindi un po’ fuori posto e fa rimpiangere la brutta ma molto più piccola teca, progettata dall’architetto accademico Ballio Morpurgo, che prima del museo di Meier conteneva l’importante monumento romano, un altare celebrativo realizzato nel 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dopo tre anni di permanenza nelle province di Gallia e Spagna e che celebrava – da qui il nome Ara Pacis- la pax augustea. Il nuovo edificio, che, diversamente dal precedente, garantisce all’Ara Pacis ideali condizioni climatiche e la protezione dagli agenti atmosferici, è caratterizzato da una certa trasparenza garantita da oltre 1500 mq di vetro temperato che si affiancano alle parti murarie rivestite con lastre di travertino liscio e in parte martellato, per accrescerne l’effetto materico. Queste ultime, cosi’ come accade al Getty Centre di Los Angeles, ci sembrano, però, una scelta non particolarmente felice che poco si accorda con l’architettura fatta di forme astratte che è la cifra caratteristica delle opere di Meier.

è comunque un bene che finalmente a Roma si sia rotto un il tabù che impediva di costruire un’opera decisamente moderna nel centro storico. Con il tempo il museo di Meier diventerà sicuramente uno dei tanti monumenti della città e forse, se si riuscirà ad interrare il traffico veicolare dell’adiacente lungotevere, cosi’ come ha promesso il sindaco Veltroni, finalmente l’edificio acquisterà un maggiore respiro per confrontarsi liberamente con il vicino fiume Tevere.

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Luigi Prestinenza Puglisi è nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. è presidente dell'Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). è stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell'architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all'architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. ÔÇ¿Da non perdere la sua Storia dell'architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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