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NEW DIRECTIONS IN CONTEMPORARY ARCHITECTURE
Luigi Prestinenza Puglisi, New Directions in Contemporary Architecture, Evolutions and Revolutions in Building Design Since 1998 ( Wiley Academy).
Vent'anni di architettura, dalla mostra Deconstructivist Architecture ad oggi.
Aaron Betsky: Comprehensive, coherent and cogent.
Ian Borden: Illuminating and insightfull.
Hans Ibelings: Lucid and concise.
Charles Jencks: A compleling, comprehensive overview.
Bill Menking: The first clear and systematic study of the culture of architecture from the "reds" of decostruction to the sustainable "greens". |
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GROPIUS E LA BAUHAUS
Quando Walter Gropius, nel 1919, assunse la direzione del neonato Bauhaus, probabilmente tirò un sospiro di sollievo. L’impiego di direttore in una scuola non era certamente da disprezzare con la guerra appena finita e la crisi economica che costringeva gli architetti a scegliere tra fare la fame o emigrare. |
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IL GUAIO DEL CRITICO
Il guaio del critico e' che il suo mestiere lo porta ad essere un lettore perennemente arrabbiato. Una maledizione del cielo che corrisponde a una condizione che definirei di default. Un critico, infatti, diversamente dalle persone normali, le quali possono scegliere ciò che più a loro piace, deve sorbirsi anche tutto ciò che lo innervosisce. |
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ZAHA HADID E IL MAXXI
Il Maxxi, il nuovo museo delle Arti del XXI secolo, recentemente inaugurato a Roma e' la prima opera realizzata da Zaha Hadid in Italia. Era quindi molto attesa, soprattutto dai suoi critici. Zaha Hadid ha infatti in corso di realizzazione numerosi altri progetti in Italia, tutti controversi e fonte di infinite polemiche. Al MAXXI, in particolare, venivano mosse le seguenti critiche: a) che l’opera era impossibile da realizzare; b) che anche se la si fosse potuta costruire, sarebbe costata molto di più di quelle progettate dagli architetti italiani; c) che non si sarebbe mai inserita nel contesto storico della città di Roma; d) che l’edificio sarebbe stato un coacervo di spazi inutilizzabile; e) che i costi di gestione e di manutenzione sarebbero stati esorbitanti. |
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GREGOTTI E LA DISTANZA CRITICA
Nel giornalisticamente geniale numero di Abitare dedicato a Renzo Piano c’e' una domanda di Vittorio Gregotti all’architetto genovese. Gli chiede che distanza critica abbiano i suoi edifici rispetto alla realtà. Alla domanda, Renzo Piano risponde con fair play dicendo, più o meno, che i suoi edifici non vogliono assecondare le richieste del committente.
Credo che questa sia l’unica risposta possibile a quella che io non esiterei a definire una domanda sciocca. |
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DOMUS E L'ARCHITETTURA ITALIANA
Sfogliando il numero di ottobre della rivista Domus dedicato all’ architettura in Italia si può avere la sensazione che stiamo attraversando un ennesimo periodo di crisi creativa. Un po’ perché le opere presentate sono poche e comunque, tolta qualcuna, non tra le migliori. |
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