Luigi Prestinenza Puglisi
Luigi Prestinenza Puglisi (Catania 1956) è critico di architettura, laureato in architettura (1979) e specializzato in pianificazione urbanistica (1980).
Scrive per Domus, L’ Arca, Monument, L’Architettura, Ottagono, Il Progetto, Costruire, Spazio Architettura, Arch’it. Ha scritto testi per la RAI e svolto ricerche per il CNR.
Coordina le sezioni “Scritti” e “Grandi Eventi” della Universale di Architettura, fondata da Bruno Zevi, edita dalla Testo & Immagine di Torino; le collane “Architettura oggi, nuove tendenze” e “L’architettura in pratica” della Testo&Immagine.
Ha scritto Rem Koolhaas, trasparenze metropolitane, Testo&Immagine ,Torino 1997; HyperArchitettura, spazi nell’età dell’elettronica, Testo&Immagine , Torino 1998 (tradotto in inglese dalla Birkhäuser); This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea, Testo&Immagine , Torino1999; Zaha Hadid, Edilstampa, Roma 2001; Silenziose Avanguardie, una storia dell’architettura: 1976-2001, Testo&Immagine , Torino 2001; Tre parole per il prossimo futuro, Meltemi, Roma 2002; Introduzione all'architettura, Meltemi, Roma 2004.
Ha pubblicato testi di argomento tecnico: sulle case per anziani, sulle barriere architettoniche, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla stima delle abitazioni (editori NIS, DEI, Edilstampa).
Insegna “Storia dell’architettura contemporanea” all’Università di Roma La Sapienza.
www. prestinenza.it
Ecco cinque concetti in cui credo e che stanno alla base di questo sito web:
- nella sperimentazione contro la conservazione. È solo producendo nuove idee, nuova intelligenza che l’architettura può andare avanti. Soprattutto in Italia dove sembra che non si debba toccare nulla e che si debba vivere con la testa rivolta all’indietro;
- nelle potenzialità delle nuove tecnologie. E in particolare nei cambiamenti, anche in architettura, che hanno prodotto e produrranno le tecnologie digitali;
- nello scambio delle informazioni. Il critico cerca chiavi di lettura agli eventi, ma anche tenta di provocarli accelerandone la diffusione. Il critico è, insomma, un nodo della rete;
- nella operatività di ogni lettura storica. Più il passato lo si ricostruisce attentamente e più ci si rende conto di quanto la storia abbia bisogno di un punto di vista saldamente ancorato al presente e proiettato verso il futuro. Non ci può essere storia senza critica e critica senza storia;
- nella divulgazione e nella precisione del linguaggio. Chiarire il linguaggio vuol dire chiarire il pensiero, rendendolo criticabile e perciò permettendone, attraverso il confronto, l’evoluzione.
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