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imm da fare

Luca Galofaro

1. Una auto-presentazione in quattro righe...
Tra il 1991 e il 1997 ho lavorato in diversi studi a Roma e nel 1996 a New York, nel 1993 ho sostenuto un master          presso l’ International Space University, dal 1997 architetto nello studio IaN+, ho scritto alcuni saggi per la collana l’universale di architettura di Bruno Zevi ( Saarinen, Concorso del Chicago tribune) per la serie diretta da Nino Saggio (Eisenman digitale e Odissea digitale) ed un libro dal titolo Artscapes (Gustavo Gili editore e di prossima publicazione in Italia perPostmediabooks). Ho curato alcune iniziative culturali: la mostra sull’architettura emergente Americana nel 1996 e oggi un ciclo di conferenze sulla  giovane architettura internazionale .
 
2. Cosa ne pensi dell’ architettura in Italia oggi ...
Il panorama dell’architettura italiana è vastissimo, la qualità è in crescita, ma mancano delle linee chiare di sviluppo. Mancano punti di riferimento chiari; la così detta accademia non è riuscita a creare un substrato capace di influenzare la crescita dei neolaureati. I punti di riferimento vanno cercati fuori delle scuole, Fuksas Piano, perchè all’interno non esiste una vera e proria pluralità di interessi e ricerche. Chi vuole crescere lo deve fare sulle proprie spalle.



3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...
Formerei un gruppo: Carmelo Baglivo e mio fratello Marco


4. Il nome di una star internazionale alla quale faresti costruire casa tua...
Rudy Ricciotti e Sejima

5.Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.
Ce ne sono tanti


6. A tuo parere, quali sono i tre principali problemi che oggi un architetto italiano deve affrontare se vuole fare la professione senza il paracadute universitario?
Si costruiscono poche opera di qualità, tempi di realizzazione troppo lenti, manca la committenza di qualità, concorsi poco regolamentati: impossibilità di far conoscere il proprio lavoro.  
 
7. L’università italiana...la consiglieresti? E se si in quale città? E a Roma?
Si ma allo stesso tempo sfrutterei le possibilità offerte dall' Erasmus e dal progetto Leonardo per viaggaire: sceglierei Roma per affetto, Venezia, e forse qualcuna delle scuole più piccole e più decentrate, Cagliari perchè è l'unica con docenti  internazionali e forse Ascoli.
 
8. L’opera che hai realizzato e a cui sei più affezionati e perché...

Ne abbiamo realizzato una sola dal progetto alla costruzione quindi dico Laboratori dell'Università di Tor Vergata. Tra quelli in lavorazione..senza dubbio il parcheggio Nuovo Salario, perchè è la sintesi della mia idea di architettura. Tra i progetti: la casa di Goethe e l’ampliamento della Fondazione Mies a Barcellona.
 
9. La tua visione dell’architettura: autodefinisciti: reazionario, tradizionalista, moderato, organico, progressista, sperimentalista, avanguardista ( o altro purchè la definizione sia al massimo di un paio di parole e non cercate di scappare alla domanda dicendo che siete oltre le sigle...)
Reazionari, progressisti anche se le due cose sembrano lontane 


10. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini,Cellini, Portoghesi, Gregotti. ( per cortesia non mettere pari merito). Se non vuoi rispondere a questa domanda potete scegliere quest’altra: dovete organizzare un importante concorso a inviti di architettura e ti danno l’incarico di invitare cinque architetti Chi scegli?
Concorso ad inviti: Eisenman, Koolhaas, Fuksas, Herzog e de Meuron,Piano.


11. Che ne pensi della Darc? E che faresti se fossi al posto di Pio Baldi?
Organizzerei delle mostre di architettura: un architetto affermato accoppiato ad uno studio emergente, è importante per la gente comune guardare oltre il nome e poter confrontare (le mostre al MAXXI fortunatamente sono molto seguite), certo se ne dovrebbero organizzare almeno 6 l'anno una a bimestre non solo di architetti italiani...ma sicuramente la maggior parte diciamo 4 studi emergenti italiani e 2 stranieri....sui big non farei distinzioni tra italiani e stranieri.


12: Zevi o Tafuri?
Zevi
 
13: La critica oggi non e' un po’ senza denti?
Più che senza denti è in difficoltà e non ha un ruolo propositivo. Rimando ad articolo di Alessandro Baricco sulla Repubblica del 1 marzo: cari critici ho diritto ad una stroncatura una perfetta fotografia del ruolo della critica italiana, ufficialmente non prende posizione spesso finge di ignorare delle realtà importanti. Invece agisce di nascosto tra le righe con una lenta azione di demolizione non ufficiale.


14: Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico
A tutti un Romanzo TEXACO di Patrick Chamoiseau  
studente: Delirious New York . Ad un architetto:  Dalla culla alla culla (William McDonough; Michael Braungart )
Ad un critico: consiglierei di leggere i saggi di Bart Lootsma, Sanford Kwinter e Beatrice Colomina.
 
15. Gioco della torre: Purini o Piano?

Se devo buttare qualcuno, devo buttare qualcuno che conosco e con cui mi sono confrontato anche se indirettamente, quindi  Purini con affetto.



16: Saranno famosi: fammi tre nomi di architetti non romani

5+1, Metrogramma, (ma sono già famosi?) punterei molto sui veri giovani: studio Marazzi.


17: Saranno famosi: fammi tre nomi di architetti romani
Luca: labics, N!, ma0  tra i veri giovani 2a+p


18: Il tuo artista favorito (non architetto) e il tuo critico d’arte favorito.
Luca: artista: Olafur Eliasson - critico: Germano Celant
 
19: Rigioco della torre: Boeri o Dal Co? Insomma: Domus o Casabella? ( puoi fare anche una carneficina o dire: passo)
Luca: Dal Co. Salverei senza dubbio Boeri perchè a me la sua Domus piace molto.
    
20: Tre parole oggi importanti

Luca: rispetto……………………………………..
 

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