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Metrogramma
1.Una auto-presentazione in quattro righe... Metrogramma è uno studio di architettura nel senso più tradizionale del termine; lavora a tutte le scale, dalla città all’oggetto di design. Il suo tratto distintivo è una ricerca ostinata intorno alle idee di città. Un atteggiamento comunque che punta a tenere sempre insieme l’architettura con i luoghi; talvolta ascoltandoli, talvolta determinandoli. Sognatori, megalomani, deboli, colti ed imperfetti.
2. Cosa ne pensi dell’ architettura in Italia oggi ... Per ciò che riguarda l’architettura, pensiamo che sia troppo pragmatica. L’architettura è una categoria troppo vasta; se parliamo di quanto essa sia in grado di indirizzare il futuro, la situazione è veramente preoccupante. Si misura tutto con il mestiere ma, di fatto, anche quando ciò (raramente) è esercitato sino all’ultima pietra, questo non è sufficiente ad illuminare nuove strade, come la realtà della produzione architettonica italiana contemporanea dimostra. Manca ricerca, personalità, sperimentazione, talento per elaborare un vero e proprio percorso critico in grado di possedere anche un respiro internazionale. Per ciò che riguarda gli architetti, le Istituzioni dovrebbero rispettare e proteggere di più le proprie eccellenze al di là delle beghe politiche del momento.
3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale fareste costruire casa vostra... Ci piacerebbe chiedere a Massimiliano Fuksas di farla insieme a Italo Rota.
4. Il nome di una star internazionale alla quale fareste costruire casa vostra... Steven Holl
5. Il nome di un edificio famoso che non vi piace affatto. Il Taipei 101 a Taiwan di C.Y. Lee & Partners. Popolare perche’ alto 500m.!
6. Il progetto che avete fatto e al quale siete più affezionati...e perché... A proposito, perché vi chiamate metrogramma? Il progetto per la nuova sede della Regione Lombardia. Metrogramma è un nome italiano. E’ un tributo agli Archigram, ma anche un segno distintivo per esprimere la nostra appartenenza intellettuale alle metropoli contemporanee ed alle loro sorprendenti grammatiche.
7. L’università italiana...la consigliereste? E se si in quale città? E a Milano? L’università italiana come laboratorio critico non esiste più dalla fine del periodo veneziano. Esistono ottimi professori spesso chiusi all’angolo dal sistema stesso. Troppe logiche incrociate e pochi soldi ben investiti impediscono l’emergere di criticità nuove in grado riportare il pensiero al rango di scuola. Milano non è esente da tutto ciò. Ci vogliono nuove energie e capacità specifiche vere.
8. Cosa consigliereste a un ragazzo appena laureato in Italia? Di fare esperienza in studi importanti e di assorbire come una spugna tutto il possibile; rielaborare con la propria testa pensieri e metodologie per costruirsi una posizione; inventarsi le occasioni; mettersi alla prova concretamente. Non dimenticare che l’idea è la misura distintiva del talento.
9. La vostra visione dell’architettura: autodefinitevi: reazionari, tradizionalista, moderati, organici, progressisti, sperimentalisti, avanguardisia ( o altro purchè la definizione sia al massimo di un paio di parole e non cerchiate di scappare alla domanda dicendo che siete oltre le sigle...) Un po’ di tutto.
10. Mettetemi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini,Cellini, Portoghesi, Gregotti. ( per cortesia non mettere pari merito). Se non volete rispondere a questa domanda poette scegliere quest’altra: dovete organizzare un importante concorso a inviti di architettura e vi danno l’incarico di invitare cinque architetti Chi scegliete? Scegliamo la seconda via perché troviamo più interessante ricevere risposte e punti di vista differenti. Tuttavia ci piacerebbe sceglierli entro uno stesso orizzonte di senso che ha a che fare con la capacità di produrre idee in grado di superare il progetto stesso. Inviteremmo: Eisenman, Koolhaas, Purini, Portoghesi, Herzog e De Meuron. 11. Un’idea per promuovere l’architettura italiana... Puntare tutta l’attenzione su pochi e di alto profilo qualitativo e professionale. Ciò aprirebbe strade anche ad altri in un secondo momento.
12: Zevi o Tafuri? Tafuri assolutamente anche se è stato per certi versi la causa di molti mali, prigioniero della sua “utopia”! Era però un uomo dall’intelligenza e dal talento critico unico che oggi non si può che rimpiangere.
13: La critica oggi non e' un po’ senza denti? Più che senza denti mi pare talvolta senza idee chiare e con posizioni degne di un buon fritto misto.
14: Un libro che consigliereste a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico. A uno studente consiglierei “L’architettura della città” di Rossi e “Delirious New York” di Koolhaas. A un architetto un bel romanzo di Ballard, per esempio “il Condominio”. Ad un critico consiglierei “la sfera ed il labirinto” di Tafuri.
15. Come Metrogramma avete scritto diversi testi. Ci riassumete i più importanti? “4. Ipotesi di densificazione urbana a Bolzano” si preoccupa di individuare attraverso esercizi metaprogettuali di estremizzare alcuni concetti per la città di Bolzano in una situazione di crescita necessaria. “SuperInfrastrutture” invece si concentra sulla rilevanza degli insediamenti produttivi nella città contemporanea proponendo una esplorazione tipologica tutta incentrata sul risparmio di suoli e sull’alta densità.
16: Saranno famosi: fatemi tre nomi di architetti non milanesi Parlo di famosi a livello internazionale: 5+1; Ian +; Archea
17: Saranno famosi: fatemi tre nomi di architetti milanesi Noi, e specifichiamo noi, non ne conosciamo a parte i già noti: Zucchi; Boeri; Rota
18: Il vostro artista favorito (non architetto) e il vostro critico d’arte favorito. Joseph Beuyes. Ci piaceva Yorgos Simeoforidis per come sapeva leggere il nostro mondo; un amico caro; una energia intellettuale unica…fino a che c’è stato.
19: Gioco della torre: Boeri o Dal Co? Insomma: Domus o Casabella? ( potete fare anche una carneficina o dire: passo) Boeri senza dubbio. Stefano ha costruito, al delle scelte specifiche che talvolta sono criticabili, una rivista piacevole da leggere e con una matrice di ricerca chiara e certamente stimolante.
20: Tre parole oggi importanti Continuità, rottura, futuro.
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