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Diego Lama

1. Una auto-presentazione in quattro righe...  
Nato il 4 dicembre 1964 a Napoli e laureato in architettura nel 1989.  
Autore di comics per passione. Scrittore per aspirazione. Architetto per congiuntura. Giornalista, direttore di rivista, editore e autore di testi di critica per caso (o per sfiga, dipende dai punti di vista).

2. Architettura contemporanea a Napoli e dintorni. Sta succedendo qualcosa? Ci sono segnali di speranza?
Gli incarichi non vanno più ai professionisti che per anni hanno lavorato in città ma non raggiungono le generazioni più giovani: la classe dirigente si rivolge alle archistar internazionali. Napoli ha strappato le sue vecchie radici senza però seminare nulla di nuovo, preferisce importare piante esotiche dall’estero.

3. Cosa ne pensi dello stato dell’ architettura in Italia oggi...  
La generazione nata tra il 1960 e il 1970 mi sembra finalmente interessante, quella nata dopo forse le ho di più ma è ancora troppo poco visibile.

4. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...  
Piano.

5. Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.  

Guggenheim Museum.

6. Ci parli, sinteticamente, della rivista Ventre?
L’unica rivista di architettura napoletana. Una rivista innovativa (antiaccademica, sperimentale, coraggiosa, fantasiosa) che non pubblica progetti ma idee: i giovani architetti e gli studenti (gli unici a leggere riviste) non devono copiare opere di altri ma ricevere suggestioni per generare linguaggi e contenuti autonomi. Ventre: la fase prenatale dell’architettura. Diffusa in Italia in tutte le migliori librerie, 6 euro ben spesi

7. Quali sono a tuo avviso i suoi punti forza?
È una rivista pieno di contaminazioni artistiche, sociologiche, filosofiche, letterarie, cinematografiche che cerca di scoprire prima degli altri ciò che avverrà domani: uno dei prossimi numeri sarà dedicato al Gravitismo, nascente tendenza in architettura…

8. Sta uscendo una nuova collana di monografie di giovani architetti da te curata. Ce ne parli?
Se Ventre è una rivista astratta la nuova collana (Ventre Zoom) sarà concreta: pubblicherà solo opere e progetti, monografie dedicate agli studi europei d’architettura emergenti.  

9. Perché avete iniziato con Corvino e Multari? Quali volumi seguiranno?

C+M rappresentano uno studio napoletano emergente in Italia: la loro avventura ci sembra emblematica. Seguirà una monografia su Vulcanica (soldi permettendo).

10. Le facoltà di architettura a Napoli. Che giudizio ne dai? Le consiglieresti a un giovane studente?
Non le consiglierei agli studenti: troppe figure sbiadite e troppi giochi di piccolo potere accademico. La generazione di docenti nata negli anni 30’ (personalità forti ma cattivi maestri) ne sta uscendo mentre i docenti nati negli anni ’60 sono ancora pochi (e non tutti sono giovani per idee e passioni), gli altri non si sono distinti in modo eccelso negli ultimi 20 anni.

11. La tua visione dell’architettura: autodefinisciti: reazionario, tradizionalista, moderato, progressista, sperimentalista, avanguardista (o altro purchè la definizione sia al massimo di un paio di parole e non cercare di scappare alla domanda dicendo che sei oltre le sigle...)

Avanguardista reazionario: non amo più leggerezza, minimalismo e vetro.

12. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Botta, Anselmi, Purini, Cellini, Prati, Portoghesi, Gregotti. ( per cortesia non mettere pari merito). Se non vuoi rispondere a questa domanda puoi scegliere quest’altra: devi organizzare un importante concorso  a inviti di architettura e ti danno l’incarico di invitare cinque architetti  Chi scegli?

Herzog e de Meuron, Koolhaas, Eisenman, Piano, Fuksas, Moss, Coop Himmelb(l)au, Purini, Anselmi, Cellini, Prati, Hadid, Gehry, Botta, Gregotti, Portoghesi.  

13: Zevi o Tafuri?

Zevi.

14: Architettura e nuove tecnologie. Un successo o un fallimento?
Un successo negli anni ’90 trasformatosi in un fallimento negli anni ’00.

15: Computer o matita?
Computer.

16: Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico

A un critico: “Codice Da Vinci” di Dan Brown. A un architetto: una storia di Andrea Pazienza. A uno studente: un buon testo di storia (non dell’architettura).

17: Saranno famosi: fammi tre nomi  
In ordine alfabetico: UAP, Vulcanica, d’Ascia.

18: Il tuo artista preferito (non architetto)

Vermeer.

19: Gioco della torre: Boeri o Dal Co? Insomma: Domus o Casabella? ( puoi fare anche una carneficina o dire: passo)
Butterei giù Casabella (quindi Dal Co). Tengo Boeri (quindi Domus).

20: Tre parole oggi importanti

Massa, peso, gravità. 

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