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Camillo Gubitosi

1. Una auto-presentazione in quattro righe...
Un’autopresentazione in quattro righe, (si fa per dire):
L’America ha avuto su di me un enorme influenza: quattro anni dopo la laurea 1960, passai sei mesi a New York alla Columbia University con una Borsa Fullbright. Approfondii la conoscenza dei grandi americani Bogardus, Sullivan, Burnham, Wright e la Scuola di Chicago, andai a visitare la Casa sulla cascata, Chicago, mi guardai intorno, ebbi pure qualche proposta per rimanere.
Incontrai poi a Boston un ingegnere italo-americano con cui abbiamo lavorato per venti anni sia negli Stati Uniti che in Italia e siamo stati molto amici. Se ne andato prematuramente. Ho capito subito il pragmatismo professionale americano quando intervistai Paul Rudolph, allora preside della Facoltà di architettura di Yale a New Haven ed affermato progettista, capii molto del valore rigoroso della professionalità. Ho insegnato al Boston Architectura Center nel 1978, con criteri ben lontani dai nostri, incontrai però  molti personaggi interessanti della cultura bostoniana.
Iniziò poi a Napoli l’era delle grandi mostre di architettura negli anni ’70 e ’80 organizzammo con grande fatica con Alberto Izzo, (abbiamo lavorato trent’anni insieme) quelle di W. Gropius, Pietro Belluschi, L. Kahn, E. Catalano, la Scuola di Chicago, Van der Brook e Bakema, Stirling, F.LL.Wright, Le Corbusier, Eisenmann, Meier, ed altri. Vennero a presentarle a palazzo Reale di Napoli: Zevi, Tafuri, Portoghesi, Bakema, Stirling, Norberg Shultz, Ragghianti. Rickwert, altri.
Una grande stagione, gli studenti affollavano il Teatrino di corte o la Sala dei Baroni a Castel Nuovo, i colleghi della Facoltà avevano ampio spazio per parlare, De Seta, de Fusco, Loris Rossi ed altri, gli studenti potettero sentire dalla viva voce di personaggi purtroppo scomparsi e oggi mitizzati; lezioni di architettura indimenticabili.
E ’stata anche una maniera seria per fare didattica di alto livello.
Parallelamente alla professione l’insegnamento mi ha dato molte soddisfazioni; progettare ed insegnare architettura è un binomio inscindibile. Ho portato gli allievi a fare ricerca a Venezia, Ferrara, Urbino,Firenze,Roma e Parigi. Pubblicherò a breve i risultati di queste esperienze esaltanti in due Libri: “Parigi ,anatomia di una città” e “Analisi di Venezia”.
Molti i concorsi negli Stati Uniti ed in Italia: vinsi e costruii la Biblioteca di Como nel 1964/70 fino al secondo premio, su 156 partecipanti, per la sede della NATO a Bruxelles del 2003, il cui primo posto ci è stato letteralmente strappato da SOM.
Oggi, conclusa positivamente  la stagione universitaria, mi dedico completamente alla professione con un insostituibile socio da dodici anni: mio figlio Alessandro: ottima Laurea a Napoli e M.D. alla Columbia University di New York ed all’Architectural Association di Londra.
 
2. Cosa ne pensi dell’ architettura in Italia oggi ...

In Italia si fa anche buona architettura, concentrata  in pochi posti Milano, Torino, Roma, Firenze, con troppi stranieri pur riconoscendo loro qualità e capacità, ma ai giovani architetti è lasciato poco spazio. Le imprese private immobiliari, le banche ecc. non vogliono correre rischi e pertanto si affidano a studi internazionali sicuri e di nome; le Istituzioni pubbliche manovrano in tutti i modi per aggirare la Legge 109 e fin troppo spesso sono i suoi tecnici-professionisti interni che affrontano progetti troppo importanti con risultati quasi sempre disastrosi. Bisognerebbe trovare una difesa, ma gli Ordini professionali sono assenti…
 
3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua... 

Non esiste architetto, la mia casa l’organizzo da me e con mia moglie.
 
4. Il nome di una star internazionale alla quale faresti costruire casa tua...
Non esiste, per le motivazioni precedenti.
 
5. Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.
Marin County Building di  F. LL. Wright a San Rafael del 1957 in California.
 
6. Un edificio che ti piacerebbe realizzare... Insomma quale sarebbe l’incarico dei tuoi sogni?
Avrei voluto vincere il Concorso per la sede della NATO a Bruxelles siamo arrivati secondi dietro SOM. Mi consolo costruendo la sede NATO del Sud Europa vicino Napoli. E’ un buon progetto e riteniamo, mio figlio ed io, che è la prima volta che si fa architettura con edifici militari. Anche il ns. Ministero della Difesa per il suo quartier generale ci ha lasciato libertà di progettazione.
 
7. I concorsi di architettura. Così come sono fatti, sono una truffa? Cosa si può fare?

I concorsi italiani sono quasi tutti “…teleguidati”, infatti è inutile perdere soldi e tempo. Farei un Legge rigorosa per organizzarli come sono fatti in Francia.
 
8. La qualità media dei docenti delle università italiane, non ti sembra un po’ bassa?
No, dalla mia esperienza nella Federico II, il livello dei docenti non mi sembra bassa, sono le condizioni al contorno ed alle scarse risorse economiche che non permettono di fare cose interessanti per gli studenti ed infine la laurea triennale è stata una vera catastrofe.
Gli studenti di architettura dovrebbero andare più spesso in cantiere.
 
9. Allora, l’università italiana...la consiglieresti? E se si in quale città?  E a Napoli?
Continuerei a consigliare l’Università italiana, in assoluto è migliore delle altre fuori Italia, ne ho avuto esperienza diretta. Napoli ha buonissimi  docenti.
 
10. Una frase che ti piacerebbe veder scolpita sull’ingresso della facoltà di architettura
“ Impegnarsi al massimo”.
 
11. Tema: università e nepotismo. Svolgimelo in tre o quattro righe

E’ meglio non parlarne; è tutto così palese che viene la nausea.
 
12. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini,Cellini, Casamonti, Gambardella, Pica Ciamarra. ( per cortesia non mettere pari merito). Se non vuoi rispondere a questa domanda puoi scegliere quest’altra: devi organizzare un importante concorso  a inviti di architettura e ti danno l’incarico di invitare cinque architetti  Chi scegli?

Inviterei : Eisenman, Hadid, Koolhaas, Gehry, Purini.
 
13: Saranno famosi: fammi tre nomi
Non saprei
 
14: Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico

a)  “Saper vedere l’architettura” di Zevi.  b)  “Testamento” di F.LL. Wright .  c)                            .
 
15: Il tuo artista preferito ( non architetto)
Il  Canaletto

16: Tre parole oggi importanti
Libertà, giustizia, amicizia

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