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imm da fare

Sandro Raffone

1. Una auto-presentazione in quattro righe...
Nato a L'Aquila nel 1946, sono cresciuto in Asmara dove il razionalismo coloniale è stato un indelebile imprinting. A Napoli - dove mi sono laureato, insegno e lavoro - ho incontrato Nicola Pagliara nel periodo in cui costruiva organiche case in pietra e razionali edifici in blocchi di cemento. Da lui ho appreso a progettare, costruire, insegnare e guardare l'architettura e soprattutto un metodo che mi ha protetto dal pericolo dell'emulazione. Dopo anni di solitario lavoro artigiano mi sono associato con Maria Rosaria Fiocco (mia moglie) e Gianluca Di Vito (prima allievo, poi assistente, oggi capoufficio). Recentemente ho raccolto nel "Gruppo Entasis" alcuni giovani allievi con cui condivido la passione di progettare e costruire. Mio figlio Alessandro, invece, studia storia.

2. Cosa ne pensi dell' architettura in Italia oggi ...
Che forse interessa due o trecentomila fra studenti e architetti ma per nulla il resto della popolazione.

3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...
Sono stato due volte committente di me stesso, un committente esigentissimo, e credo che basti.

4. Il nome di una star internazionale alla quale non faresti costruire casa tua...
Zaha Hadid ma anche quasi tutte le star perché farebbero la casa loro.

5. Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.
Sono tanti, tutti quelli che per eccesso di forma erodono il senso dell'architettura…

6. Un edificio che ti piacerebbe realizzare... Insomma quale sarebbe l'incarico dei tuoi sogni?
Costruire un tema che avevo assegnato alcuni anni fa ai miei studenti: una casa sotterranea per Umberto Eco, sotterranea per rendere preziosi la forma e lo spazio, per Umberto Eco perché sarebbe un raro committente che conosce il valore dei segni.

7. I concorsi di architettura. Così come sono fatti, sono una truffa? Cosa si può fare?
I concorsi sono il miglior mezzo per scegliere la migliore e più conveniente soluzione per un tema costruttivo. Tuttavia poichè la scelta avviene al prezzo elevatissimo - economico, d'ingegno e soprattutto d'entusiasmo - di centinaia di progettisti, è di per se una truffa e diventa un crimine quando non vince il migliore. Il torto maggiore non ricade solo sul progettista meritevole che resta escluso, ma sull'utenza dell'intervento e su tutti i cittadini qualora fosse realizzato. Suggerisco tre cose: 1) unificare le presentazioni (grafica, numero di disegni e punti di vista per i tridimensionali, magari imponendo prospettive a fil di ferro che ingannano meno); 2) invertire i due gradi dei concorrenti in due gradi di giuria, in cui il secondo ignora il primo e verifica esclusivamente la congruenza con la domanda, troppo spesso elusa; 3) commissioni composte solo da tre membri scelti fra i migliori architetti vincitori di concorsi realizzati.

8. La qualità media dei docenti delle università italiane, non ti sembra un po' bassa?
Non un po', ma molto bassa perché pochi sono i docenti che costruiscono ed ancor meno sono quelli che pur costruendo (s'intende costruendo bene) raccontano come fanno. Inoltre, i meccanismi di selezione delle carriere (spesso simili a quelli dei concorsi) tendono ad allontanare molti giovani meritevoli...

9. Allora, l'università italiana...la consiglieresti? E se si in quale città? E a Napoli?
La consiglio rinviando allo studente il difficile compito di cercarsi l'insegnante giusto, ne basta uno e, anche a Napoli, non mancano.

10. Una frase che ti piacerebbe veder scolpita sull'ingresso della facoltà di architettura
"Qui si insegna il più antico, il più bello e il più difficile mestiere del mondo" (anche per ben esercitare quello che pensate sia il mestiere più antico, è necessario un idoneo habitat….).

11. Tema: università e nepotismo. Svolgimelo in tre o quattro righe
E' uno dei mali endemici della nostra università. La scuola è fatta sopratutto da uomini e la proliferazione e frammentazione di sedi, dipartimenti, aree disciplinari ed addirittura corsi di laurea sono funzionali ai docenti ma perniciosi per i confusi apprendisti architetti.

12. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini, Cellini, Casamonti, Gambardella, Pica Ciamarra. ( per cortesia non mettere pari merito). Se non vuoi rispondere a questa domanda puoi scegliere quest'altra: devi organizzare un importante concorso a inviti di architettura e ti danno l'incarico di invitare cinque architetti. Chi scegli?
Alvaro Siza, Peter Zumthor, Sverre Fehn, Cino Zucchi, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

13: Saranno famosi: fammi tre nomi
Gianluca Di Vito, Roberto De Cosmo, Gaetano Ficarella ma è puro nepotismo, sono miei ex allievi.

14: Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico
"Parole nel vuoto" di Adolf Loos: allo studente come antidoto e vaccino dalle mode, all'architetto per ricordargli di servire e non servirsi dell'architettura, al critico per indurlo a cercare ciò che l'architettura nasconde.

15: Il tuo artista preferito ( non architetto)
Francesco Esposito, colto, sensibile e raffinato, perché dipinge interrogando il tema.

16: Tre parole oggi importanti
Costrizioni, costruzione, misura.
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