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imm da fare

Antonella Greco

1. Una auto-presentazione in quattro righe...
Nata a Roma, ma siciliana, a metà. Studi al Tasso (tutti). Laurea e scuola di specializzazione in Storia dell'arte nei tardi anni Settanta, quando la ferrea-gelata gentilezza di Argan indirizzava l'interesse dei suoi allievi verso l'architettura e la città . Passione per l'architettura e per l'arte, nell'ordine ( ottimo alibi per chi mi ha segato nei concorsi nell'uno e nell'altro campo). Giovinezza passata molto all'Hertziana e anche in giro a studiare Roma. Mi piacciono le ibridazioni.

2. Cosa ne pensi della ricerca architettonica in Italia oggi ...
Mi sembra che ci sia una generazione agguerrita di nuovi critici. E che ciò diventi visibile nelle riflessioni e nel lavoro di molti bravi giovani architetti, anche romani.

3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti progettare casa tua...
Preferirei infilarmi in una casa già esistente . In piscina a Hyères ai tempi dei Noailles, nella stanza da bagno di Madame Savoye, in una casa di Neutra nel deserto come quella che ospitava negli anni quaranta Max Ernst e Dorothea Tanning, o in una casa qualsiasi, purché a New York... Più modestamente ho abitato per pochissimo tempo al secondo piano del Girasole.

4. Il nome di una star internazionale alla quale non la faresti progettare...
Daniel Liebeskind

5. Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.
Tutte queste nuove torri dalla forma di oggetti innominabili (di Foster, di Nouvel). Tutti questi grattacieli che si arrotolano su se stessi.

6. Che rapporti esistono oggi tra arte e architettura? La prima non sta sopraffacendo la seconda?
Dicevo che mi piacciono le ibridazioni e l'eteronomia. Mi sembra tuttavia che entrambe siano sopraffatte dalle nuove tecnologie. Blobs, Folds and Boxes, ma soprattutto immagini computerizzate delle medesime.

7. Cosa faresti se fossi il direttore del Darc?
Non vorrei assolutamente essere al posto di Baldi. Perché dovrei
coniugare un budget miserabile con una doverosa attenzione a ciò che succede, agli eventi (elusivi e imprendibili come tutta la contemporaneità) e nello stesso tempo avere l'animo del conservatore per tutto ciò che è in punto di sparire della cultura architettonica degli ultimi cinquanta anni. Il caso di Giorgini è emblematico e non è il solo (velodromo etc. etc.)

8. E se ti facessero preside, con budget sostanzioso, di una facoltà di architettura?
Un sogno ? A rotazione letture e mostre dei più grandi architetti e artisti della nostra epoca; visione obbligatoria dei film più importanti del novecento; viaggi degli studenti in tutto il mondo e negli studi degli architetti; istituzione di una cattedra di estetica, con insegnanti che siano vagamente assimilabili a Garrone o a Perniola ; potenziamento dello studio dell'architettura contemporanea, disciplina negletta perché detestata da alcuni storici ultradisciplinari, personaggi simili a Capitan Uncino quando prende a colpi di tacco sulle mani Peter Pan, pensando che voglia issarsi sulla sua barca. Mi sembra che le facoltà vadano invece da tutt'altra parte, verso una professione qualsiasi e senza qualità, e soprattutto senza cultura. (Mi sembra anche, rileggendo queste righe, che la mia esperienza da preside sarebbe breve, e che verrei fatta fuori dopo pochissimo tempo, forse non a torto).

9. Il nome della tua rivista preferita e perchè
"Stile" di Giò Ponti. Alcuni numeri monografici di "Rassegna". Alcuni numeri monografici di "Controspazio". Alcuni numeri fondamentali di "Casabella". "Domus " nelle varie direzioni, perché interdisciplinare e quasi sempre interessante, anche in versione Boeri. Mi sembrano utilissimi, inoltre, i motori di ricerca che creano links con i siti degli architetti e con quelli di tutti i musei e le fondazioni del mondo. E mi piace PresS/letter, naturalmente.

10. Non c'è critica ma solo storia (Tafuri). Sei daccordo?
Mi piacerebbe uno storico in grado di fare il critico. Altrimenti sembra la vecchia faida figurativi v/s astratti; Roma e Lazio, etc.. Senza spirito, senza passione e soprattutto senza divertimento.

11. Perché ami tanto l'architettura degli anni Trenta?
E' una domanda che mi faccio da molti anni. Forse mi incuriosisce il paradosso rappresentato da tanti architetti straordinari (e letterati, pittori, etc.) che vivono pensano ed operano in un momento storico aberrante e ridicolo nello stesso tempo, e che lasciano moltissime tracce scritte , opere, documenti, dai quali appare con chiarezza che se ne rendono conto.

12. La critica di architettura non è un po' senza denti, oggi?
In questo momento, non stai dimostrando che non è vero? Battute a parte è sicuramente più difficile essere un critico con i denti, per usare una tua immagine, che un bravo storico. Il critico deve essere colto, spiritoso, cattivo ed anche un ottimo incassatore. Come vedi è più rilassante seppellirsi in archivio.

13. Chi sono stati i tuoi Maestri? E chi reputi sia stato un cattivo Maestro?
Istituzionali: Giulio Carlo Argan, gelido ma bravissimo, Bruno Zevi ai tempi della tesi, quando le sue lezioni si trasformavano in crudeli ma esilaranti happening collettivi, Eugenio Battisti, un genio, quando ho cominciato a lavorare nell'università.(Tra infanzia e adolescenza anche uno scultore siciliano). Poi chiunque incontri e ti interessi, anche per un breve periodo, nel corso della vita. Sui cattivi maestri, credo che l'epoca della mia formazione, gli anni settanta, ne abbia prodotti a decine.

14. L'università italiana...la consiglieresti? E se si in quale città?
Nelle città in cui sia possibile guardarsi intorno ed imparare qualcosa, dove agli studenti sia concesso di entrare gratis nei musei e dove funzionino biblioteche, gallerie d'arte, librerie. Quello che era normale quando studiavo e che adesso sembra un'utopia irrealizzabile.

15. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini,Cellini, Casamonti, Culotta. ( per cortesia non mettere pari merito)
Fuksas, Anselmi, Purini e Cellini sono, o sono stati, degli amici, quindi preferisco non parlarne, se non bene . Casamonti e Culotta li conosco poco. Le archistar sono un circo mediatico di cui si è anche un pò stufi. Comunque, Gehry, Koolhas, Hadid, Eisenman, Piano, Herzog e de Meuron, Moss, Coop Himmelb(l)au. Non hai citato Toyo Ito e Kazuyo Sejima che forse....

16: Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico
A. Savinio, Narrate uomini la vostra storia; A. Savinio, Ascolto il tuo cuore città; A. Savinio, La scatola sonora.

17: Saranno famosi: fammi tre nomi
Vittorio Giorgini, di cui ho saputo tardi (anche grazie alla PresS/ Letter) e che spero sia riscoperto, come Friedrich Kiesler. Laura Palmieri,versante arte. Daniele Statera e Ines Paolucci, versante design.

18: Tre parole oggi importanti
Da recuperare? cultura, ironia, curiosità.
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